Palermo, abuso d'ufficio: chiesta condanna per Cammarata

Secondo la procura, nel 2004 il sindaco avrebbe nominato consulenti senza i requisiti necessari. Assolto in primo grado, la richiesta adesso è di un anno di carcere

PALERMO. Il procuratore generale Paolo Giudici ha chiesto la condanna a un anno di carcere per il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, mentre ha invocato l'assoluzione per Annalisa Tomasino, ex consulente del Comune. Entrambi sono imputati  per abuso d'ufficio e in primo grado erano stati assolti.
Secondo la Procura, il Comune aveva nominato nel 2004 alcuni consulenti che non avevano i requisiti necessari. A finire sotto processo, lo scorso anno, furono, oltre a Tomasino, Antonino Giglio, Antonio Covais e Renata Sandra Carlisi. Tutti assolti dal tribunale; il pm ha fatto ricorso solo per il sindaco e Annalisa Tomasino. Secondo l'accusa, gli incarichi per i lavori di recupero dell'ex Chimica Arenella e per i piani di sicurezza del mercato ittico sarebbero stati assegnati violando una norma di legge fondamentale, quella che prevede «un'esperienza professionale di almeno cinque anni».
Secondo il legale di Annalisa Tomasino, l'avvocato Mauro Torti, non solo la sua assistita aveva i requisiti necessari per la consulenza, ma non ci sarebbe stata l'intesa tra lei e il sindaco necessaria per la configurazione del reato di abuso d'ufficio. Il processo è stato rinviato al 16 febbraio.

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