Il solarium extralusso nelle mani dei Lo Piccolo

Per l'inaugurazione di “O sole mio”, nel centro di Palermo, il titolare avrebbe voluto anche Totò Cuffaro. Secondo i pentiti, il socio occulto che fornì i capitali era il boss Bonanno, poi ucciso

PALERMO. Si chiama “O sole mio”, il centro benessere extralusso di piazza Castelnuovo, nel centro di Palermo, inaugurato nel 2005 con i soldi della mafia.
Sandro Lo Piccolo, figlio del superboss, si congratulò con il titolare del solarium, Filippo Catania, e gli preannunciava una visita "in compagnia". Il titolare, inoltre, per l'inagurazione, avrebbe voluto avere anche l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro. La procura, infatti, ha inserito agli atti dell'inchiesta la trascrizione di una telefonata del 15 dicembre 2005 tra Maurizio Spataro, ex mafioso diventato collaboratore di giustizia, e Giuseppe Cuffaro, fratello del governatore, nella quale Cuffaro dice a Spataro di portargli l'invito per l'inaugurazione in albergo. Resta da chiarire se l'ex governatore sia a conoscenza di questa telefonata, ma di certo per la procura il proprietario del solarium era inserito tra i fedeli dei Lo Piccolo.
Secondo il pentito Maurizio Spataro, dietro il centro benessere ci sarebbe Giovanni Bonanno, il boss di Resuttana, ucciso dai Lo Piccolo. Bonanno avrebbe fornito i capitali al titolare del solarium, Filippo Catania, eseguendo con la sua ditta i lavori di ristrutturazione, costati circa 100 mila euro nel 2005. secondo l'accusa, la prova della vicinanza tra i due sarebbero dei summit di mafia che si sarebbero tenuti nel 2003 in un altro locale di Filippo Catania, il “Loca-club”, di viale del Fante.
Maggiori dettagli nell'edizione del Giornale di Sicilia di oggi.

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