Gesap, polemiche sulle modifiche allo statuto

Scontro sui requisiti dell'Ad della società che gestisce l'aeroporto. L'assessore Santoro: Colombo faccia un passo indietro

PALERMO. «Colombo faccia un passo indietro». Stefano Santoro, assessore comunale agli enti controllati lancia nella serata di ieri un’affermazione sull’ad di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto, che pesa come un macigno. Poco importa se Sebastiano Bavetta che di Gesap è il presidente (in quota Palazzo delle Aquile) tenti di gettare acqua sul fuoco. Insomma, tutti contro tutti e il Comune contro se stesso. Facciamo un passo indietro. Ieri mattina è andata a vuoto, come anticipato, la seduta straordinaria che avrebbe dovuto dare il via alle modifiche dello statuto, in particolare in quella parte relativa ai requisiti necessari per la carica di amministratore delegato. Dario Colombo, nominato in quota Provincia (socio di maggioranza della Gesap) lo scorso 9 agosto non ha avuto vita facile perché secondo Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio (altro socio Gesap) non avrebbe i requisiti. Sotto la lente di ingrandimento è finito l’articolo 21 quando prescrive che l’ad «deve avere occupato per almeno tre anni ruoli apicali in società per azioni che per volume di affari o capitale sociale sia di dimensioni non inferiori a quelli della Gesap». Helg, sostenendo che Colombo non ha i requisiti, si è rivolto al tribunale civile, (prima udienza febbraio 2011) gli altri soci hanno tentato di modificare lo statuto per mettere una pietra sulla vicenda. Ma l’assessore Santoro si è messo di traverso. Una prima volta opponendosi di fatto all’assemblea dei soci, poi con una lettera in cui spiega che le modifiche dello statuto sono di pertinenza del consiglio comunale, parere fatto proprio dal segretario generale del Comune Fabrizio Dall’Acqua. E ieri la seduta è andata a vuoto. Santoro non vuole entrare nel merito dei requisiti ma suggerisce «un esame di coscienza» a Colombo «che potrebbe restare nel cda ma senza più fare il consigliere delegato». Colombo non parla. Bavetta cerca di fare il pompiere. «Il cda è legittimato, il suo amministratore delegato è legittimato per tre quarti. Andiamo avanti e restiamo sereni. La verità - ammette - è che questa situazione è figlia di un clima politico complesso».
C’è dell’altro. Perché ieri è andata vuoto anche la seduta per nominare il presidente del collegio sindacale Sofia Paternostro (indicata dal ministero del Tesoro). Non conosciamo le motivazioni ma sul suo nome aveva sollevato forti dubbi il consigliere comunale di Forza del Sud Gerlando Inzerillo il quale sottolineava che la Paternostro non poteva accettare il ruolo di controllore perché componente del cda Gesap fino allo scorso luglio. E ora dopo la rinuncia Inzerillo dice: «Ha dimostrato grande attenzione ai principii di trasparenza e legalità». Non è ancora finita. Perché ancora ieri bisognava rinnovare l’incarico alla società di certificazione dei bilanci. Il collegio sindacale dopo una sorta di appalto ha indicato per il rinnovo la Price Waterhouse che svolge questo lavoro per la Gesap già da sei anni. Ma il presidente della Provincia Giovanni Avanti, presente all’assemblea dei soci, si è opposto all’incarico chiedendo altri accertamenti. Così si andrà avanti sempre con la Price Waterhouse ma in regime di prorogatio. Sbotta Santoro: «Un fatto grave che può creare un danno erariale alla Gesap. Se è una ripicca agli ostacoli che sta vivendo il cda è pura miopia politica».

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