Palermo, a rischio stipendi e tredicesime per i dipendenti del teatro Biondo

Bloccata dal Monte dei Paschi la linea di credito a causa di un contenzioso col Comune. Il presidente Puglisi: "Sono pronto a ricorrere anche a una denuncia"

PALERMO. Il teatro Biondo nella bufera. A rischio gli stipendi e e le tredicesime per dipendenti e artisti. Mentre l’altro ieri il cda ha approvato il bilancio di previsione del 2010, proprio così, 2010, non è un errore, registrando l’assenza all’assemblea dei soci del rappresentante del Comune. Il Monte dei Paschi di Siena, la banca cassiera del Biondo, ha chiuso i rubinetti. Il teatro ha una linea di credito di sei milioni e mezzo e ne ha usufruito per oltre cinque milioni e 700 mila euro. Ne serviranno a giorni circa 340 mila per pagare gli stipendi e le tredicesime e altri 300 mila per contributi fiscali e previdenziali da pagare, questi ultimi, entro il 16 dicembre. Ma Monte dei Paschi, anche alla luce del recente contenzioso tra il teatro e il Comune in cui il primo chiede i tre milioni e 400 mila euro relativi ai contributi per il 2008 e il 2009 e Palazzo delle Aquile afferma di non dover pagare più, ha messo le mani avanti.
A raccontare tutto è Gianni Puglisi, presidente del cda e della fondazione del Biondo. Puglisi pochi giorni fa aveva annunciato un’azione civile (affidata all’avvocato Guido Corso) nei confronti del Comune per tentare di recuperare i tre milioni e 400 mila euro. Ora l’Sos. «Non abbiamo più un soldo disponibile - dice Puglisi -. Cercherò un incontro con il Monte dei Paschi. Non posso non versare i contributi fiscali e previdenziali, è un obbligo di legge e la banca non può mettermi con le spalle al muro. Sono pronto a ricorrere anche a una denuncia. La linea di credito ci consente un ulteriore prelievo anche per gli stipendi e le tredicesime. I dipendenti e gli artisti vanno garantiti. Ma - aggiunge il presidente del cda - resta il nodo sulla gestione economica. Non solo dobbiamo rientrare con la scopertura che ci ha concesso la banca ma dobbiamo pagare un milione e 700 mila euro a vari fornitori. Senza i soldi del Comune possiamo chiudere i battenti. E siamo pronti a farlo qualora le condizioni non dovessero cambiare».
Sulla vicenda dei conti si innesta anche quella del bilancio di previsione approvato praticamente a fine anno per alcune sedute dell’assemblea dei soci a vuoto. «L’altro ieri c’erano i rappresentanti di Regione, Provincia ed il sottoscritto per la Fondazione. Mancava il rappresentante del Comune, ovvero l’assessore agli enti controllati Stefano Santoro, delegato dal sindaco. È un’assenza grave, al momento immotivata. Che testimonia la difficoltà del Comune a comprendere la nostra crisi». Poi Puglisi racconta di aver convocato l’assemblea di venerdì alle 15, proprio come aveva richiesto dopo un’ulteriore seduta a vuoto lo stesso Santoro. «Non è venuto lo stesso», dice amaro Puglisi. Il quale ribadisce che il sindaco Cammarata ha sempre manifestato interesse per le sorti del Biondo. Santoro casca dalle nuvole. «Non so nulla dell’assemblea dei soci del 10, non ho ricevuto nulla». Poi aggiunge: «Il mancato esame dell’assestamento di bilancio causato dalla irresponsabilità del consiglio comunale, in particolare delle opposizioni, sta creando non pochi problemi. C’erano somme appostate in bilancio per il teatro, anche se non ricordo a quanto ammontassero». Solleciterò un incontro con il ragioniere generale per tentare di dare una mano al teatro».

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