Una casa confiscata ad un boss mafioso diventa la nuova sede di Addiopizzo

In via lIncoln 131, un immobile di 240 mq restaurato e ammobiliato a spese dei membri del comitato antiracket, da oggi è aperto al pubblico. Un luogo di incontro per elaborare nuove strategie contro la mafia

PALERMO. Una nuova sede, da oggi aperta al pubblico, per i ragazzi di Addiopizzo. È stato inaugurato stamattina, infatti, un locale di 240 metri quadri, in via Lincoln 131, a Palermo. "Un centro di rivoluzione culturale e un laboratorio politico aperto, un punto d'incontro per giovani e associazioni, ma soprattutto un luogo di impegno civico dove poter elaborare nuove strategie contro la mafia", secondo le speranze dei membri del comitato di Addiopizzo. L'immobile, confiscato al boss del quartiere Kalsa, Masino Spadaro, é stato intitolato al capo della sezione catturandi della Squadra Mobile di Palermo, Mario Bignone, recentemente scomparso. La vedova, Giovanna Geraci, durante l'inaugurazione ha letto un messaggio che il marito aveva dedicato al comitato Addiopizzo: "Avete il merito di aver combattuto e vinto sin dai tempi di Brusca, Raccuglia e Nicchi. Siete l'immagine sana di un popolo, la meglio gioventù, la coscienza e il riscatto". Il presidente del comitato Addiopizzo, Ugo Forello, ha commentato: «Siamo tra il mandamento di Porta Nuova e quello di Brancaccio, dietro Piazza Magione dove abbiamo organizzato la nostra festa per diversi anni consecutivi e dove non abbiamo potuto farla l'anno scorso per l'incapacità dell'amministrazione comunale di risolvere problemi di abusivismo». Ha anche affermato: «L'indifferenza sta uccidendo questa città, ma noi andiamo avanti». Francesco Messineo, procuratore di Palermo, durante l'inaugurazione ha dichiarato: «Sono stati fatti passi avanti nella lotta al racket, ma non c'é stata quella rivoluzione generale che ci aspettavamo dalla società civile».
Alla cerimonia sono intervenuti anche i magistrati Gaetano Paci, Maurizio De Lucia, Francesco Del Bene, il colonnello dei carabinieri Teo Luzi; e, ancora, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, l’ex prefetto e ora assessore Giosuè Marino il vicepresidente della Provincia, Pietro Alongi. Forello ha infine aggiunto; «Qualunque esito giudiziario abbiano certe vicende, come quelle che riguardano i politici - ha aggiunto  Forello - ribadiamo che chi è stato delegato a rappresentare pubblici poteri non può parlare con certi personaggi».
La sede, «appena restaurata e ammobiliata con grandi sacrifici e a spese nostre», dicono i ragazzi dell'associazione, è stata benedetta da padre Nino Fasulo. Da oggi, inoltre, è on line la campagna di tesseramento per soci e simpatizzanti, la 'Addiopizzo community, una sorta di social network dell'impegno sociale.

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