Romeno ucciso, si indaga sulla matrice razzista

L’inchiesta sul delitto di di Petre Ciurar, 20 anni, assassinato domenica a Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese. Secondo gli inquirenti si potrebbe trattare di un raid punitivo contro gli immigrati

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. Gli inquirenti che stanno conducendo le indagini sull'omicidio di Petre Ciurar, 20 anni, il romeno ucciso domenica sera a  Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) con colpi di fucile mentre si  trovava in una baracca, ritengono probabile la matrice razzista del delitto.         
I carabinieri non escludono alcuna ipotesi, ma privilegiano quella del raid punitivo contro gli immigrati come ha confermato ieri sera anche il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto,  Salvatore De Luca. Già l'anno scorso si era verificato un incendio doloso contro un gruppo di nomadi rom. Secondo una prima ricostruzione il raid sarebbe stato messo a  segno domenica sera da almeno due persone che hanno sparato diversi colpi d'arma da fuoco, forse solo per spaventare gli immigrati. Nella baracca al momento della sparatoria, oltre alla vittima, c'erano anche la compagna, la figlia di nove mesi e altre tre donne e un uomo. I cinque adulti e la bambina sono stati sistemati dal Comune di Barcellona Pozzo di Gotto in un albergo perché hanno detto di aver paura a tornare nella baracca.     

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