Yara, il marocchino avrebbe due complici italiani

Il nordafricano, fermato ieri, avrebbe aiutato a sequestrare la tredicenne di Brembate Sopra, violentata e uccisa dagli altri due

MILANO. Il marocchino fermato ieri con l'accusa di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio avrebbe due complici italiani. L'ipotesi degli investigatori, secondo è che il nordafricano avrebbe aiutato a sequestrare e far sparire la ragazzina di Brembate Sopra, violentata e uccisa dagli altri due. Sull'identità dei due misteriosi italiani ci sarebbe già più di una ipotesi. Nell'interrogatorio di ieri davanti al pm, però, il maghrebino non avrebbe rilasciato dichiarazioni utili a individuare eventuali complici, il cui coinvolgimento nel delitto si evincerebbe dalle intercettazioni telefoniche sull'utenza del marocchino.
Le intercettazioni sul telefonino di Mohamed Fikri sarebbero scattate subito dopo i controlli dei carabinieri nel cantiere di Mapello, paese vicino a Brembate Sopra, dove lavorava il maghrebino. Quel giorno, Mohamed era uno dei pochi operai assenti e per questo, oltre che per altri indizi che gli inquirenti non hanno rivelato, sono partite le intercettazioni. Da una frase, 'Allah, perdonami, non l'ho uccisa io, non l'ho uccisa io’, gli inquirenti hanno sospettato un suo coinvolgimento nel caso Yara insieme ad altre persone. Quando poi i carabinieri sono andati nel paese dove risiede, Montebelluna, nel trevigiano, e hanno scoperto che stava per lasciare l'Italia, hanno temuto che volesse darsi alla fuga. Fikri ha spiegato al pm di aver concordato le ferie con il suo datore di lavoro padovano e di aver comprato lunedì a Montebelluna il biglietto per Tangeri, con rientro previsto a febbraio.  

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