Napoli-Palermo: rosanero tra passato, presente e futuro

Nello stadio che fu di Maradona, Javier Pastore cerca la consacrazione. Di fronte avrà il bomber Cavani, l'ex di turno che in Sicilia è diventato grande. In caso di vittoria, gli uomini di Delio Rossi sorpasserebbero i partenopei in classifica

PALERMO. Javier Pastore nello stadio di Maradona. Edinson Cavani per la prima volta contro la squadra che l’ha reso importante e ricco. Palermo a caccia del quarto successo di fila in campionato (impresa riuscita l’ultima volta nella stagione 2006-2007), di un successo che in serie A manca da quasi sessanta anni, della quarta vittoria esterna e di un posto in zona Champions League a scapito proprio della squadra azzurra.
Sono questi e sono tanti i temi del derby delle due Sicilie, che mai era stato giocato a livelli tanto alti e in serie A mai di lunedì. Un «derby» (se così si può chiamare) al quale il Napoli arriva in formazione standard. Al Palermo mancherà invece lo squalificato Bacinovic e per una lunga serie di considerazioni l’assenza di un solo gicatore potrebbe imporre a Delio Rossi di cambiare tutta la squadra e di schierarsi proprio come gli avversari con la difesa a tre. Cosa che in questa stagione inizialmente ha fatto solo a Mosca e senza troppa convinzione.



Napoli-Palermo nasce dunque all’insegna dell’euforia e del dubbio. Il dubbio che ha principalmente il volto di Fabio Liverani. Se gioca il «regista» sarà il consueto Palermo, almeno tatticamente. Se Liverani non sarà della partita (diciamo per motivi atletici visto che benchè giovedì abbia giocato benino è reduce da due mesi di stop per infortunio) Rossi dovrà cambiare e non è detto che si limiti a schierare Rigoni nella linea dei centrocampisti. Insomma con pretesti esattamente opposti Rossi oggi non si fida nè di Liverani nè di Rigoni. Sembra dunque che il tecnico romagnolo possa fare il grande passo e giocare con la difesa a tre e due soli mediani, Nocerino e Migliaccio, entrambi napoletani, entrambi bravi a distruggere e un po’ meno a costruire. Un bel rompicapo.
Le indicazioni della vigilia sono dunque le seguenti: Liverani non gioca e la difesa a tre è sempre più nella testa di Delio Rossi; a prescindere dal fatto che sia sempre stata un «pallino» di Zamparini, al punto di essere stata oggetto di forti contrasti tra il presidente e lo stesso Rossi e per transizione con l’ex direttore sportivo sabatini. Un modulo che lo scorso anno, nella gestione Zenga, diede buoni risultati per cinque giornate e che poi fu accantonato per l’infortunio di Balzaretti e per l’arrivo di Delio Rossi.
Tra qualche dubbio tattico molte certezze. La certezza che oggi Javier Pastore si sentirà tutti gli occhi addosso. Tanto più dopo le parole di Cavani in settimana, un invito quasi esplicito a seguirlo a Napoli. Una bella responsabilità essere la «stella» della partita nello stadio che fu di Maradona. Pastore non segna da tre turni, è reduce dalla brutta partita di Coppa. Una ribalta tanto prestigiosa può rilanciarlo.



La certezza che Edinson Cavani oggi vorrà fare gol anche al Palermo. Per se stesso, per il Napoli e per quella parte di popolo rosanero che non lo ha apprezzato fino in fondo. Perchè raramente c’è stata nella storia del Palermo un giocatore che abbia diviso i fans come l’uruguagio. Capace in maglia rosanero di 37 gol, alcuni straordinari come il primo alla Fiorentina, ma anche di clamorosi errori sotto porta. Capace di suscitare ovazioni ma anche malumori, di dividere in fans in falchi e colombe, guelfi e ghibellini e ancora adesso che sta segnando come mai (9 gol in 14 gare) i rimpianti non sono unanimi. Certamente il fatto che Mazzarri lo schieri prima punta, smentendo di fatto tutti gli allenatori che Cavani aveva avuto a Palermo, aiuta l’uruguaiano in fase conclusiva. Ma per Cavani potrebbe applicarsi lo stesso teorema sui progressi di Pastore: la partecipazione al Mondiale gli ha trasmesso sicurezza e maturità.



Come dicono i numeri è lecito aspettarsi molti gol, anche se l’ultima volta al San Paolo finì zero a zero. Il Palermo ha il terzo migliore attacco del campionato, il Napoli il quarto, entrambe le squadre giocano un calcio offensivo (un po’ più prudente il Napoli per le diverse convinzioni di Mazzarri), puntando principalmente sul talento dei loro tre attaccanti. Così, a parte la «fantastica» sfida Cavani-Pastore sono molti i calciatori che stasera potranno decidere la partita. Occhio ad Hamsik che al Palermo fa spesso gol; occhio a Miccoli, il cui rientro ha coinciso col rilancio del Palermo, due gol in due partite. Occhio a Lavezzi, che si sta ammazzando a sostegno di Cavani e occhio infine a Ilicic, che sta vivendo uno straordinario momento di forma e che come Miccoli ha segnato nelle ultime due gare. Ma stasera il Palermo potrà contare su un jolly in più, perchè il recupero di Pinilla ci sembra di grande importanza. Il cileno giocherebbe titolare in gran parte delle squadre di A ma sta scontando l’exploit di Ilicic e il cambio di modulo. Averlo a disposizione ci sembra una gran cosa.

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