Il Napoli vince il derby col Palermo all'ultimo respiro

Una rete di Maggio al 50' del secondo tempo regala ai padroni di casa una vittoria che li lancia al terzo posto in classifica. Non ha convinto l'inedito 3-4-3 lanciato da Delio Rossi

NAPOLI. Quando sullo 0-0 subisci un gol all’ultimo secondo, si ha quasi sempre l’impressione di essere andati incontro a una beffa. Quasi, appunto. Perché il gol segnato da Maggio al 94’ e venti secondi del posticipo del lunedì ha più il sapore di un giusto premio dei partenopei, che stasera sono stati superiori al Palermo per tutta la gara e in ogni frangente. La rete di Maggio, in formato super e migliore in campo dei suoi, punisce la difesa rosa, che pensava, dopo una partita in costante apnea, di aver raggiunto un pari, che, alla luce della partita venuta fuori, poteva valere un punto guadagnato.


Alla fine, però, i rosa si sono dovuti arrendere quando ormai mancavano pochi istanti al fischio finale di Morganti. Stasera ha funzionato davvero poco nei meccanismi degli uomini di Rossi, che sono sembrati, a distanza di una partita come quella con la Roma in cui alcuni fraseggi sembravano guidati da un telecomando, arrugginiti e inceppati. Solo se fosse finita 0-0, si sarebbe detto di una difesa che ha tenuto in un campo difficile come quello di Napoli, ma, come detto, la vittoria del Napoli, che ci ha creduto fino alla fine, è stata strameritata.
 


Alla fine Rossi ha scelto per la difesa a tre per con i tre centrali di difesa in campo e i terzini Cassani e Balzaretti sulla linea di centrocampo con Nocerino e Migliaccio. Lo schieramento iniziale, però, viene messo subito  in difficoltà dal pressing asfissiante del Napoli, condotto principalmente da Pazienza e Gargano. Gli uomini di Rossi, infatti, nei primi minuti sono in balia della manovra dei partenopei che non fanno uscire il Palermo dalla propria area. A soffrire maggiormente sono soprattutto Nocerino e Migliaccio, che non vengono aiutati da Ilicic e Pastore rimasti isolati.  Il Napoli, nella prima frazione di gioco ha attaccato soprattutto sulle fasce con Maggio e Dossena, costringendo Cassani e Balzaretti a rimanere schiacciati.


I minuti passano e il forcing della squadra di Mazzarri non è indiavolato come in apertura di gara, ma la supremazia del Napoli rimane evidente e il Palermo fa fatica a mettere in file tre passaggi consecutivi. Il primo tempo finisce con Sirigu che salva su un tiro di Lavezzi. Il numero 46 rosanero ha tenuto a galla con un paio di parate i suoi perennemente in affanno. La seconda frazione si apre sulla falsariga del primo tempo, col Napoli che continua a tenere in mano il pallino del gioco. E ancora una volta è l’estremo difensore rosanero a salvare i suoi in uscita su tiro sottomisura di Lavezzi al 63’. È proprio grazie a Sirigu che il Palermo ha tenuto il risultato in bilico fino all’ultimo respiro. A lui i compagni hanno dovuto dire grazie in almeno cinque occasioni. Nell’ultima, però, anche il portiere della Nazionale ha dovuto alzare bandiera bianca, quando Maggio ha messo dentro a porta sguarnita, servito da Cavani. Infine, un accenno alle due facce della partita. Quella bella dell’ex Cavani, che stasera non è stato incisivo sotto porta, ma ha dato tutto in fase di copertura e poi è stato perfetto nell’assist di a maggio che è valso i tre punti. Quella brutta, forse troppo brutta per essere vera, invece, di Pastore. Mai in gara, mai un guizzo, anche scarsa cattiveria nel cercare di aiutare i compagni oggi in chiara difficoltà. Sia chiaro, non stiamo a qui a cercare un capro espiatorio, perché, come detto in precedenza, stasera non ha funzionato nulla e nessuno si è salvato, ma dal Flaco ci si aspetta sempre qualcosa di più. Sabato ci sarà il Parma e a giudicare la scelta di Rossi di non volere parlare a fine partita, la dice tutta sulla rabbia del mister per la prestazione dei suoi. Una rabbia, come dice sempre proprio Rossi, da trasformare in qualcosa di positivo sabato in campo.

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