Punta Raisi, la telenovela del radar

La telenovela sulla posa del radar antivento per Punta Raisi non si è ancora conclusa. Perché la Regione fa una nuova virata. In un primo momento sembrava aver accettato quanto sentenziato dall’Istituto superiore della sanità circa la mancanza di rischi reali per la popolazione di Isola delle Femmine e dintorni, terrorizzata dalle presunte radiazioni che partirebbero dall’antenna. Adesso invece ha cambiato idea. Con lo stesso presidente Raffaele Lombardo che mette nero su bianco una richiesta al ministero dei Trasporti, affinché si valutino opzioni alternative alla location a suo tempo identificata da Enav.
Lombardo ci tiene a sottolineare che non è un no alla posa di un impianto che dovrebbe garantire atterraggi più sicuri sulla pista aeroportuale più «ventosa» d’Italia, piuttosto la richiesta di un altro sito. E proprio qui sta il punto. Perché tutta la questione rischia di finire in un vicolo cieco: Enav non molla di un millimetro sulla sua scelta, confortata dai suoi tecnici (che scartano ogni ipotesi di dislocazione alternativa), da Enac (che finanzia) e dall’Istituto di sanità (che certifica). Il Comune di Isola delle Femmine - dove oggi si torna in strada a protestare contro il radar - ritrova il sostegno della Regione sul no all’attuale location. A margine - ma mica tanto - l’inchiesta sugli appalti Enav e i rapporti con Finmeccanica. Tutte situazioni che rischiano di produrre un solo concreto e sciagurato effetto: la mancata installazione del radar. Noi da 68 giorni chiediamo che ciò non succeda. Per il bene dei 5 milioni di passeggeri che ogni anno atterrano a Punta Raisi, incrociando le dita più che altrove.

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