Il Teatro Biondo fa causa al Comune di Palermo

I vertici: "Crediti per 3 milioni e mezzo". I fondi del 2009 previsti dall'assestamento di bilancio poi bloccato dal Consiglio

PALERMO. Il Biondo batte cassa, il Comune risponde picche. Ma al teatro non ci stanno. E avviano un’azione civile affidandosi a un esperto di diritto amministrativo come Guido Corso. Tra Biondo e Comune insomma è guerra aperta. In ballo ci sono tre milioni e 400 mila euro, soldi che il Comune aveva stanziato nel 2008 e nel 2009. Mentre il bilancio di previsione 2010 del teatro non è stato ancora approvato e su quello del 2011 il buio è ancora più fitto. Una situazione di incertezza che mette a repentaglio tutto. «Sino a questo momento - dice col tono un po’ preoccupato e un po’ infuriato il presidente del cda Gianni Puglisi - abbiamo onorato tutti gli impegni. Gli stipendi dei dipendenti, gli artisti, la produzione degli spettacoli, l’allestimento del cartellone, la messa in scena. Ma domani?». La situazione è di pesante incertezza. A far scatenare la reazione dei vertici del teatro è stata una lettera di risposta del ragioniere generale del Comune Paolo Basile di pochi giorni fa in cui, in buona sostanza, si dice che quei tre milioni e 400 mila euro non sono dovuti. Da lì la decisione di una conferenza stampa che per Puglisi si trasforma in un grido d’allarme. «Il Comune in pratica ci dà dei falsari. Io non ci sto». C’è dell’altro: «Ogni volta che c’era il bilancio di previsione in discussione le sedute del cda sono andate a vuoto. È successo cinque-sei volte, adesso basta». E per il 2010 i proventi che il teatro aspetta dal Comune ammontano ad altri tre milioni e mezzo che al momento non ci sono. Al fianco di Puglisi c’è Pietro Carriglio, il direttore artistico del Biondo. Anche per lui la situazione è gravissima. «Tutto questo è un delitto. Anche perché gli spettacoli vanno bene. Abbiamo prodotto la Locandiera di Goldoni con Galatea Ranzi e Nello Mascia. Il tour dello spettacolo in giro per l’Italia sta portando profitti per 320 mila euro a fronte di spese per 400 mila euro. È un dato straordinario, sarebbe un peccato rovinare tutto questo». E Puglisi rincara la dose: «Il teatro pretende rispetto come qualunque azienda. Come la Fiat di Termini...per il bilancio 2011 dovremo chiamare la Sciarelli?».
La risposta a Puglisi arriva dal capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita. Il quale sostiene che i proventi attesi del 2008 sono stati cassati, quelli del 2009 erano previsti dall’assestamento di bilancio poi bocciato dal consiglio comunale. E sempre l’aula ha stoppato la proposta del sindaco Diego Cammarata di cedere al Biondo un immobile, Palazzo Sammartino, a garanzia di un possibile mutuo che il teatro poteva contrarre. Come dire, nulla è dovuto. E caso mai la responsabilità va cercata altrove.
Il bilancio complessivo del Biondo si aggira sui dieci milioni. Attualmente, per la stagione appena avviata, ha già staccato oltre cinquemila abbonamenti. E in cartellone conta una ventina di spettacoli. Il cda oltre che da Puglisi è composto da Vincenzo Manzella e Raffaele Starrabba (designati dal Comune), Francesco Paolo Scarpinato e Domenico La Barbera (designati dalla Provincia), Matteo Fedele e Giovanni Nuzzo (designati dalla Regione).

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