Direttori, salta l'intesa tra Lombardo e gli alleati

Niente accordo col Pd e coi finiani sulle scelte. Il presidente della Regione costretto a rinviare le nomine

PALERMO. Nulla di fatto. Raffaele Lombardo non ha trovato l'intesa con gli alleati e ha dovuto rinviare ancora la nomina dei dieci direttori generali che dovranno completare il quadro della burocrazia regionale.
La giunta, riunita giovedì fino a tarda notte, ha soltanto iniziato a discutere delle nomine. Poi Lombardo ha capito che sui numeri le richieste dei partiti non coincidevano: almeno 4 o 5 incarichi chiede il Pd per altrettanti superburocrati di area democratica (in pole position l'economista Salvo Cincimino e il dirigente della funzione pubblica Giuseppe Amato). Il Pd punta molto soprattutto sul delicato dipartimento formazione. I finiani si sono presentati con una rosa di sei nomi (Ignazio Pandolfo, Anna Corsello, Maruzza Giacona, Antonio Grasso, Filippo Nasca e Giacomo Patti) e puntavano a piazzarne almeno 3 soprattutto alla pesca e all'Agenzia per l'impiego. Un posto dovrebbe andare all'Udc di Casini. In casa Mpa contano poi di strappare almeno tre poltrone.
E così, di fronte alle richieste pressanti, Lombardo ha optato per il rinvio.
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