Corsa all'ultimo voto in vista del 14 dicembre

Soltanto il 14 dicembre a ora di pranzo sapremo se l'ordigno parlamentare messo a punto ieri da Fini, Casini e Rutelli farà esplodere irreparabilmente il governo Berlusconi. Italo Bocchino, braccio destro di Fini, sostiene che le mozioni di sfiducia delle opposizioni riunite avrebbero 317 voti alla Camera, uno in più della maggioranza assoluta. Ma andrà così? Dando degli 'irresponsabili' agli uomini del Terzo Polo, Berlusconi annuncia che venderà cara la pelle, assicurando a destra e a manca che in caso di sfiducia si andrà certamente alle elezioni. Nei prossimi dieci giorni si moltiplicherà perciò la caccia al tacchino convincendolo a rinviare il più possibile il sacrificio natalizio: l'unico modo, sostiene il Cavaliere, è votare per me.



Anche sull'altro fronte, ovviamente, c'è la caccia al tacchino con motivazioni esattamente opposte: se voti per Berlusconi, dicono i centristi (ormai anche Fini viene chiamato così, pur se non credo gradisca), lui approfitterà del tuo voto per una vittoria politica fittizia. In realtà, mese più, mese meno, chiederà comunque le elezioni anticipate e tu rischi davvero di andare a casa per sempre. Se voti con noi, invece, vedrai che nascerà un altro governo e la legislatura si concluderà regolarmente, per il bene del Paese e della tua indennità parlamentare e pensionistica.



Chi ha ragione? Con una mossa inconsueta per un uomo di scuola democristiana, è stato Casini a voler vedere le carte del Cavaliere rilanciando pesantemente sul piatto. E' stato lui a portare Fini al tavolo da gioco per l'ultima mossa, anticipando di dieci giorni la riunione del gruppo parlamentare del Fli frastornato dalle dichiarazioni contraddittorie dei propri dirigenti.



Ed è stato ancora lui a premere con tanto anticipo sulla mozione comune di sfiducia sperando di chiudere la porta del Terzo Polo prima che ne scappino alcuni buoi irrequieti. Casini è il primo a non credere all'invito rivolto ieri pomeriggio a Berlusconi di dimettersi prima del 14 per avere il reincarico. In realtà il suo gioco (e ovviamente anche quello di Fini) è di fare un governo di centrodestra presieduto da chiunque non sia il Cavaliere.
Egli spera in uno smottamento del PdL, guidato da Beppe Pisanu, che metta la coscienza a posto ad almeno tre persone: a se stesso, che non si allontanerebbe dal centrodestra;a Fini, che non farebbe un ribaltone vero e proprio e a Napolitano che non darebbe il suo consenso a un governo fatto, se non in parte, da chi ha perso le elezioni.
A questo punto diventa essenziale il ruolo della Lega. Dal 2000 Bossi si è sempre mantenuto assai fedele a Berlusconi e non ha dato segni di cedimento nell'ultimo periodo. Ha sempre invocato le elezioni, ben sapendo che ne uscirebbe premiato.
Accetterà a questo punto di entrare in un condominio affollato in cui il suo peso sarebbe fatalmente ridimensionato? E'difficile. E ieri sera Berlusconi è stato rassicurato da una dichiarazione congiunta dei presidenti dei gruppi parlamentari che definiscono la mossa dei centristi "un grave errore politico". Resta l'enorme problema della crisi finanziaria internazionale. Una crisi politica in un momento come questo sarebbe davvero una mossa azzardata. Ma un governo PdL- Lega- Terzo Polo sarebbe possibile solo se presieduto da Berlusconi.


A meno che il 14 la sua sconfitta non sia così rovinosa da rimettere tutto in discussione. Per questo Casini cerca un uomo vicino al cavaliere che possa sostituirlo. Pensa a Gianni Letta, ma l'ipotesi allo stato è surreale.
Come ogni altra, in questo momento. Non a caso ieri sera tutti i dirigenti del PdL escludevano le dimissioni del presidente del Consiglio prima del 14 dicembre. Dal 15 comincerà una fase politica del tutto nuova.

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