Mafia, ergastolo confermato per il fratello di Santapaola

CATANIA. Antonino Santapaola, fratello del capomafia Benedetto, è in grado di intendere e volere ed è colpevole di un duplice omicidio commesso il 30 gennaio 1982: è la decisione della prima Corte d'assise d'appello di Catania che, accogliendo la richiesta del pm Roberto Campisi, ha confermato la sentenza di primo grado, emessa il 18 dicembre 2008, e lo ha condannato all'ergastolo per l'uccisione di Antonino Zitello e Andrea Musumeci. La valutazione della Corte contrasta con quelle di altri giudici che hanno invece sospeso dei processi a Nino Santapaola perché considerato incapace di intendere e volere per gli esiti di una schizofrenia paranoica. Secondo l'accusa, che cita la ricostruzione dei fatti fornita da quattro collaboratori di giustizia, l'obiettivo dei sicari era Zitello che era sospettato dal clan di avere passato informazioni a un cosca rivale che organizzò un agguato mafioso contro Cosa nostra in via Delle Olimpiadi. Musumeci fu ucciso, anche lui strangolato, soltanto perché era in sua compagnia. Nel suo intervento il legale di 'Nino' Santapaola, l'avvocato Giuseppe Lipera, ha ribadito che la patologia del suo assistito lo rende incapace di intendere e volere, tanto da non avere potuto discutere con lui dei contenuti del processo. Il penalista ha annunciato ricorso in Cassazione.

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