Università, cortei spontanei in tutta Palermo

L'obiettivo dei ragazzi è bloccare il capoluogo siciliano nel giorno della discussione della riforma Gelmini alla Camera. I gruppi partiranno da diverse zone della città per confluire alla cattedrale

PALERMO. Cortei in diverse strade di Palermo questa mattina, per la protesta di studenti delle scuole superiori e delle università contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. L'obiettivo dei manifestanti è portare in piazza oltre ventimila persone e bloccare il capoluogo siciliano mentre alla Camera si discute dell'approvazione del ddl che riguarda l'università. La Rete degli studenti medi ha fatto partire due cortei con concentramenti al Giardino inglese e davanti alla cattedrale.
In programma cortei spontanei, blocchi e azioni diffuse. Non sono escluse occupazioni della stazione e del porto come è già successo giovedì scorso. In campo anche il Coordinamento studenti medi Palermo, con un corteo formato da una trentina di scuole che partirà da piazza Castelnuovo.
Mentre gli studenti di Lettere e Filosofia, che ieri notte hanno "impiccato" diversi manichini al rettorato, hanno fatto scattare il "Blocchiamo tutto day", giornata di blocchi e azioni spontanee. Sono tre i cortei organizzati dagli studenti universitari del "Coordinamento indisponibili", che sfileranno per le vie del centro: due partiranno dalla cittadella universitaria, in viale delle Scienze e un altro dalla facoltà di Scienze, in via Archirafi. Tutti poi confluiranno in corso Vittorio Emanuele, all'altezza della cattedrale per unirsi agli altri tronconi della protesta.
Un lungo corteo formato da circa cinquemila studenti si sta snodando a Palermo da piazza Alcide De Gasperi a piazza Vittorio Veneto, bloccando il traffico anche nel primo tratto di via Libertà. A protestare contro la riforma Gelmini sono i ragazzi delle scuole Marco Polo, Meli, Galilei, Grassi e Majorana. Il corteo si riunirà al concentramento che stanno formando le scuole del centro città a piazza Castelnuovo. Gli studenti hanno "invaso" il monumento ai caduti a piazza Vittorio Veneto, occupandolo simbolicamente e accendendo dei fumogeni. Cori contro il ministro Gelmini e il governo Berlusconi.

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