Rifiuti, le Regioni in aiuto della Campania

Pronte a smaltire seicento tonnellate in più di spazzatura ogni giorno per i prossimi tre mesi. Zaia prende le distanze: il Veneto non sarà disponibile

ROMA. Il governo ha chiesto alle Regioni di aiutare a smaltire i rifiuti campani e le Regioni, ancora una volta, hanno detto sì: si sono impegnate ad accogliere 600 tonnellate al giorno, per 3 mesi. Qualcuno si è subito sfilato. Il Veneto, guidato da Luca Zaia, ha riconfermato la propria indisponibilità, a mostrare che il fronte non è quindi così compatto. In ogni caso, dal punto di vista politico, il sistema Regioni esce compatto, anche se poi è più che probabile che alcune Regioni, al tavolo tecnico, ribadiranno il proprio no ad accogliere rifiuti provenienti dalla Campania.
Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha sottolineato come le Regioni ritengano "indispensabile la dichiarazione dello stato di emergenza per dare una risposta strutturale e definitiva alla questione", ma si è detto "soddisfatto perché è stato fatto un passo avanti, la questione rifiuti riguarda tutta l'Italia, riguarda l'immagine che il nostro Paese ha all'estero".
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, si è detto "sicuro" che sarebbe arrivata la solidarietà delle Regioni: "Abbiamo dei momenti di crisi temporanei e risolveremo" ha puntualizzato. Per quanto riguarda invece la dichiarazione di stato di emergenza, per il governatore campano "deciderà il governo. A noi servono interventi per ottenere strumenti per costruire il più velocemente possibile gli impianti. Non so se sarà necessario estendere questo iter anche per la costruzione degli impianti intermedi e delle discariche". Infine, sul decreto varato dal governo ha detto che "sostanzialmente soddisfa le necessità e sblocca i fondi che ci permettono di coprire i costi" per lo smaltimento in altre Regioni dei rifiuti. Il ministro Fitto, che ha fatto da tramite tra Regioni e governo, ha sottolineato "la grande collaborazione delle Regioni, di cui do atto" e sullo stato di emergenza ha detto che il governo valuterà se proclamarlo.

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