Consiglio comunale di Palermo, altra seduta a vuoto

Ormai non riusciamo più a meravigliarci. Ormai siamo allo sconforto. Anzi allo scandalo vero e proprio. L'incapacità del consiglio comunale di Palermo di esprimere atti utili alla vita della città è ormai la regola e una delibera votata di tanto in tanto una sporadica eccezione. Attendersi pronunciamenti - favorevoli o contrari, non importa, purché si voti - è ormai una mera illusione. E non ci si venga a raccontare la barzelletta delle scelte politiche: intanto quelle dovrebbero comunque essere fatte in aula, mettendoci la faccia, non nascondendosi dietro a un'assenza. Già, perché ieri mattina il prelievo del Peep - quel piano per l'edilizia popolare che sta marcendo da anni in attesa di un voto, al punto che sarebbe ormai abbondantemente da aggiornare - è naufragato ancora una volta davanti agli scranni desolatamente vuoti dell'aula. Eppure a chiederne la messa in discussione erano stati capigruppo di maggioranza (Pdl) e opposizione (Pd e Mpa). Il problema è che c'erano i colonnelli, ma mancavano le truppe. Insomma, non c'è più neanche una logica (se logica può essere definita) politica dietro a certe scelte. Semplicemente un totale disinteresse, una smaccata negligenza, una plateale inettitudine che trascina nel gorgo della mediocrità generale e ormai consolidata anche quei pochi peones che ancora credono che fare il consigliere comunale è prima di tutto rendere un servizio utile alla città e non certo gridare allo scandalo quando c'è da tagliare qualche personale - e immeritatissimo - privilegio. Poveri illusi...

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