Agrigento, Callari non risponde alle domande dei pm

Secondo i legali del presidente del consiglio comunale “non c’è stato il tempo di studiare le carte”. Si è dimesso dopo l’accusa di abuso d’ufficio, truffa e falso

AGRIGENTO. Il presidente del consiglio comunale di Agrigento, Carmelo Callari (Pdl), indagato per abuso d'ufficio, truffa e falso, non ha risposto alle domande dei pm. Secondo i suoi legali «non c'é stato il tempo per studiare le carte». Il presidente del consiglio, che si è dimesso dall'incarico, ha annunciato anche che «verserà alle casse comunali, come cauzione, le somme di cui secondo la procura si sarebbe appropriato, circa 2 mila euro. Soldi che andranno alla mensa della solidarietà - dice Callari - se, alla fine di tutta questa vicenda, risulterò essere innocente».
A Carmelo Callari, giovedì pomeriggio, è stato notificato un obbligo di dimora ad Agrigento (la procura aveva chiesto, invece, gli arresti domiciliari) perché accusato di aver spacciato dei viaggi privati a Roma per missioni istituzionali che venivano rimborsate dal Comune.

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