Riforma Gelmini, dopo le scuole occupate le università

Proteste a Palermo, Catania e Messina. Spaccato il fronte dei rettori

PALERMO. Dopo le scuole superiori, la riforma Gelmini mette in movimento anche le Università. Oggi gli atenei di Palermo, Catania e Messina sono stati interessati da occupazioni e momenti di protesta da parte di docenti, ricercatori e studenti.
Intanto anche il fronte dei rettori italiani dimostra di non essere affatto
compatto sulla riforma dell'università. La seduta dell'assemblea della Crui si è chiusa ieri con un invito al Presidente Decleva a evitare dichiarazioni a sostegno della riforma.
Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato oltre una ventina di Magnifici, si sono levate diverse voci critiche nei confronti della posizione favorevole dei vertici della Conferenza dei rettori al ddl Gelmini nella stesura emendata in approvazione alla Camera.

PALERMO. Docenti e ricercatori dell'università di Palermo hanno organizzato un presidio nella sede del rettorato, allo Steri. Gi insegnanti si sono dati appuntamento per decidere quali forme di lotta adottare nei prossimi giorni per opporsi all'approvazione, prevista per martedì alla Camera, del ddl di riforma dell'università.
Sempre a Palermo gli studenti di Scienze politiche hanno deciso. nel corso di un'assemblea, di occupare la facoltà, dopo che ieri alcuni ragazzi erano saliti sul tetto dell'edificio di via Maqueda che ospita la facoltà.

CATANIA.
Nel pomeriggio, al termine di una assemblea, gli studenti hanno deciso di porre fine all'occupazione della facoltà di Scienze politiche. Lo ha reso noto il coordinatore dell'Unione universitari (Udu) di Catania, Fabio Tasinato. Gli studenti hanno poi organizzato un presidio permanente davanti alla libreria Feltrinelli, in via Etnea, in occasione dell'inaugurazione del negozio, scelto dagli studenti "come simbolo di cultura".

MESSINA. Non si ferma neppure la protesta dei ricercatori universitari di Messina, che da martedì occupano la terrazza dell'Ateneo. Oggi, in coincidenza del classico appuntamento delle 12 che richiama ogni giorno centinai di turisti, hanno simbolicamente occupato per 20 minuti il campanile del Duomo. La loro protesta si è mischiata al "canto del gallo" e al "ruggito del leone". Per strada un migliaio di studenti delle scuole cittadine ha manifestato in segno di solidarietà.

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