Palermo, padre processato dopo 18 anni per il suicidio della figlia

L'uomo, pluripegiudicato, è accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla morte. La figlia, allora 14enne, si lanciò dal sesto piano

PALERMO. A quasi vent'anni di distanza riemerge la tragedia di una famiglia del quartiere Sperone di Palermo che, nel 1992, affrontò il suicidio della figlia che allora aveva 14 anni. Ivana Mercurio - come riportato dal Giornale di Sicilia in edicola oggi - si tolse la vita perchè il padre, credendola incinta, la inseguiva ubriaco e armato di coltello. Ma solo adesso quel gesto viene addebbitato al padre, Michele, di 53 anni: unico imputato del processo che si terrà in tribunale a partire dal 18 febbraio. L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, aggravati dalla morte della persona che subì le violenze. Secondo l'accusa, la ragazza si gettò dal sesto piano perchè Michele Mercurio, pluripregiudicato per contrabbando di sigarette, la sera dell'8 marzo del '92 aveva deciso di punirla in quanto la riteneva incinta.
Fu una sorellina della ragazza, Natascia, che all'epoca dei fatti aveva solo tre anni, a far aprire il caso. Nel 1997, infatti, la bambina, in seconda elementare, durante un compito in classe, disse che “la sorella era volata perchè stava scappando da papà”.
Maestre e psicologhe - scrive ancora il quotidiano - cominciarono a scavare tra le parole della bambina e a scuola vennero raccolte le testimonianze della mamma e di una vicina che si prendeva cura dei figli. La Procura ipotizzò la violenza sessuale da parte del padre nei confronti di Ivana e della moglie, ma mancarono le prove e l'inchiesta venne archiviata. Le indagini vennero riaperte nel 2002, quando il fratello più grande raccontò l'incubo di quella sera, descrivendo la stessa scena di Natascia. Anche la madre confermò le accuse.

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