Miccoli: "Il gol al Cesena? Una liberazione dopo mesi difficili"

Il capitano del Palermo racconta tutte le emozioni della rete messa a segno domenica scorsa e parla della sua nuova collocazione tattica. "Mi trovo bene con Pastore e Ilicic"

PALERMO. In quel destro scagliato verso la porta del Cesena, che è valso il gol della vittoria del Palermo domenica scorsa, Miccoli ha scaricato tutta la rabbia, tutti i sacrifici dei sei mesi passati per riprendersi dal brutto infortunio al ginocchio nella penultima giornata dello scorso campionato in casa nello spareggio Champions con la Sampdoria. I sei mesi più difficili della carriera del capitano del Palermo. Per questo motivo, anche se quel gol è servito solo a portare a casa tre punti contro una squadre certo non di prima fascia, quella segnata al Manuzzi è una rete che per il Romario del Salento pesa tantissimo. Tanto che oggi in conferenza stampa a Boccadifalco, Miccoli sembra ancora emozionato nel raccontare le sensazioni di quel gol, soprattutto quando parla delle persone a cui lo ha dedicato. «Simbolicamente è uno dei gol più importanti della mia carriera. Subito il mio primo pensiero è andato a mia moglie e miei figli, perché mi sono stati vicino. Mia moglie si è passata le vacanze estive a Villa Stuart per starmi accanto. E poi mi ha commosso l’abbraccio dei miei compagni e di tutto lo staff. È per cose come queste che ho deciso di restare a Palermo a giugno». Nessun tatuaggio, però, per celebrare questo gol, anche perché, come egli stesso ammette, non avrebbe più dove metterli. Con Miccoli, si sa, non si assiste alle solite conferenze. Tra una domanda e l’altra ci scappa sempre qualche battuta. Ma in mezzo alle risate, Miccoli esamina questa sua nuova collocazione da solo al centro dell’attacco. Una posizione che nelle ultime due partite lo ha visto protagonista, nonostante circa un mese fa il numero 10 rosanero avesse dichiarato che nel modulo ad albero di natale, lui si sarebbe visto in panchina o addirittura in tribuna. «Con questo modulo mi sono trovato bene, ma c’è da dire che mancavano Pinilla e Hernandez e quindi non lo so se giocavo se loro stavano bene. Però, l’importante per il mister è avere tante alternative in avanti». E quando rientreranno le altre punte? Miccoli ha le idee chiare in proposito. «L’importante è che la situazione rimanga gestibile. Ce la fanno al Milan, non vedo perché non si può fare a Palermo. Poi le scelte dipendono dal mister. Per noi giocatori è importante che tutti si mettano a disposizione, sia chi gioca, sia chi resta fuori». Un italiano, uno sloveno e un argentino. Se Miccoli ha fatto bene con questo schema è anche grazie al fatto che con Ilicic e Pastore parla la stessa lingua. Il capitano, infatti ha affermato di trovarsi a meraviglia con i due gioiellini rosanero e questo discorso si intreccia anche con le buone prestazioni degli uomini di Rossi in trasferta. «Con loro due mi sono trovato bene, i primi venticinque minuti ci cercavamo con dei triangoli in continuazione. In trasferta, inoltre, stiamo andando meglio quest’anno proprio perché giochiamo con più spensieratezza e soprattutto perché cerchiamo di giocare la palla col compagno più vicino». Non dite, però, a Miccoli che lui può rappresentare un modello da seguire per i vari Pastore e Ilicic. «Io un buon esempio per i giovani? Onestamente meglio che prendano esempio da gente come Migliaccio e Balzaretti e Nocerino (dice ridendo Miccoli, ndr). Comunque c’è da dire che non c’è tanto bisogno di insegnare perché sono tutti bravi ragazzi. Abbiamo formato un bel gruppo». Alle porte, invece, per il Palermo in campionato ci sono due impegni difficili con due squadre in grande forma, la Roma e il Napoli. «La Roma è forte. Gli obiettivi di Roma, Napoli e Palermo, infatti, sono diversi, perché i giallorossi possono puntare allo scudetto. Per noi, comunque, è importante dimenticare lo scorso campionato, come ho sempre detto ai compagni. Abbiamo cambiato tanto, siamo squadra giovane e l’unica certezza è il mister». Il capitano torna poi pure a parlare del successo sul Catania e riesce a fare capire quanto sia stato importante per la squadra battere i cugini. «Il derby ci ha dato grande mano, ci tenevamo tantissimo, infatti, soprattutto noi della vecchia guardia. È stata una tappa importante, perché volevamo questa partita a tutti i costi. Basti dire che in ritiro la prima data che siamo andati a vedere nel calendario è stata quella del derby». Miccoli parla poi di Zamparini, Sabatini e di Cassano. «La retromarcia del presidente? Me l’aspettavo, anzi, a dire il vero, lo sapevo. Per quanto riguarda l’assenza di Sabatini, invece, la sua mancanza è importante, perché con noi si è sempre comportato da uomo ed era un punto di riferimento. Però noi possiamo solo ringraziarlo. Spero che in questi sei mesi riusciremo ad arrivare fino a fine stagione senza ds». Sul talento di Bari Vecchia messo fuori squadra dalla Sampdoria, invece, Miccoli preferisce non sbottonarsi più di tanto. «Non sono abituato a parlare di cose che non conosco, ma umanamente dispiace quando un giocatore si trova in queste situazioni». Infine una battuta sull’Europa League, la cui permanenza è appesa a un filo per i rosa. «Noi teniamo a questa competizione, perché vorremmo confrontarci con altre squadre europee, dunque ci dobbiamo provare pur sapendo che non dipende più solo da noi».

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