“Indennità illegittime”, tagli ai compensi di 4 dirigenti

Un decreto di Lombardo riduce le somme assegnate a Bellomo, Cocina, Munafò e Bullara. “Quegli uffici duplicano competenze di altri dipartimenti”

PALERMO. Con un decreto passato in sordina Lombardo è stato costretto a ridurre il compenso ai dirigenti generali che sono alla guida di 4 uffici speciali. La loro indennità aggiuntiva (rispetto allo stipendio base), inizialmente fissata in 43.899 euro lordi all’anno è stata portata a 30 mila.
Il tutto perchè l’assessorato al Personale su parere dell’Aran (l’agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego) ha ritenuto illegittima l’indennità fissata inizialmente rispetto alle competenze di questi dirigenti. Insomma, erano pagati troppo per fare poco. Il parere giunto sul tavolo di Lombardo segnala infatti che «la maggior parte degli uffici speciali, istituiti per creare posizioni di comodo per dirigenti rimasti senza incarico, duplicano competenze già espletate dai dipartimenti regionali e sono, dunque, superflui. Alcuni ancora non svolgono alcun tipo di attività, altri hanno attività ridottissima».
I quattro dirigenti che vedranno ridotto il loro compenso sono Fulvio Bellomo, Salvatore Cocina, Manlio Munafò e Antonietta Bullara. Il primo è alla guida dell’ufficio speciale «per il coordinamento delle attività tecniche di vigilanza sulle opere pubbliche»: struttura che dipende dall’assessorato ai Trasporti. Cocina è l’Energy manager alla guida del relativo ufficio speciale per l’energia che dipende dall’omonimo assessorato. Munafò guida l’ufficio speciale per la «valorizzazione culturale, ambientale e turistica di parchi, riserve e delle aree protette e riserve naturali regionali»: struttura dell’assessorato all’Agricoltura. Infine, la Bullara si occupava dell’ufficio per la «delegificazione e semplificazione amministrativa». Ora è invece capo di gabinetto dell’assessore ai Rifiuti, Giosuè Marino e dal momento in ha assunto il nuovo incarico il suo vecchio ufficio speciale è stato soppresso.
La creazione degli uffici speciali è una eredità di epoca cuffariana: sono 10 quelli tutt’ora esistenti, nati in virtù della legge 10 del 2000 che prevedeva la possibilità, appunto, di dar vita a strutture nuove per far fronte ad esigenze particolari. Quattro di questi uffici però sono stati creati da Lombardo circa un anno fa quando, al termine dell’ultima rotazione di dirigenti, altrettanti manager rimasero senza incarico (per lo più si tratta di persone vicine al Pdl).
Al momento di formalizzare gli incarichi non era previsto il compenso. Un successivo decreto di Lombardo individuò il tetto dei 43 mila euro, equiparando queste figure ai capi degli uffici di gabinetto. Si trattava di una diminuzione rispetto all’indennità di un dirigente generale ma comunque era una cifra superiore rispetto a quanto previsto dall’articolo 64 comma 3 del contratto collettivo: secondo cui, appunto, non si può andare oltre i 30 mila euro l’anno. Questo è alla base del parere dell’Aran che l’assessorato al Personale ha girato a Palazzo d’Orleans. Da qui la marcia indietro di Lombardo.
A questo punto i compensi dei quattro dirigenti scendono a un totale lordo annuo che non supera i 90 mila euro: frutto di una parte fissa che si aggiunge a questa aggiuntiva e a un premio di risultato (che vale proprio il 30% dell’indennità appena ridotta). I dirigenti generali degli assessorati oltrepassano invece i 160 mila euro lordi annui.
Il parere notificato a Lombardo sottolinea infine che la Corte dei Conti ha più volte criticato l’eccessivo ricorso agli uffici speciali, sollecitandone una riduzione.

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