Il fiuto per il gol di Ilicic

Il bosniaco vissuto in Slovenia è ambizioso, crede nei suoi mezzi e crede nel destino, che negli ultimi mesi gli è stato a dir poco benigno

PALERMO. E cinque. Di destro, di sinistro, di tacco. Gli manca il gol di testa, ci sarà tempo anche per quello. Josip Ilicic, bosniaco di Prijedor trapiantato fin da bambino in Slovenia, non si vuole più fermare. Dopo una leggera flessione (a Udine e a Milano non ha giocato gare esemplari) è tornato tra i grandi protagonisti di questo Palermo a trazione anteriore. Cinque gol in campionato sono già tanti in appena tredici partite ma l’attaccante rosanero ha fame di gloria, per la quale, come si dice in gergo calcistico, mangerebbe l’erba. «Mi sembra tutto bellissimo, ma non sono sorpreso. Se all’inizio del campionato mi avessero detto che alla tredicesima giornata avrei già segnato cinque gol avrei detto: si, posso farlo, ho molta fiducia. Il mio obiettivo è segnarne almeno dieci».
È ambizioso Josip Ilicic, crede nei suoi mezzi e crede nel destino, che negli ultimi mesi gli è stato a dir poco benigno. «È vero, in pochissimi mesi la mia vita è cambiata completamente». A giugno era ancora all’Interblock di Lubiana, con cui era retrocesso nella serie B slovena. Guardava al grande calcio europeo e al suo idolo Cristiano Ronaldo come a un mondo lontano. Poi il passaggio al Maribor - la «Juventus» della Slovenia - e dopo appena due mesi il trasferimento al Palermo. In mezzo anche la prima convocazione nella sua Nazionale.
«È accaduto tutto così in fretta che mi sembra ancora un sogno, racconta Ilicic. Voglio dedicare tutto questo alla mia famiglia e alla mia ragazza Tina, che mi sono sempre stati vicini, soprattutto nei momenti più difficili. Non parlo del trasferimento a Palermo, penso ai tempi di Lubiana, quando in società c’era un gran caos e non pagavano gli stipendi».
Una dedica speciale però Ilicic domenica a Cesena l’ha riservata a Delio Rossi, dopo quel gol in acrobazia che ha già fatto il giro del mondo. «Si, gli ho dedicato il gol perchè fin dal primo giorno il nostro allenatore mi ha fatto sentire la sua fiducia, cosa importantissima per un calciatore. Lo stimo molto anche se ancora è difficile capirsi. Quando non c’è l’interpete, in campo, ci intendiamo a gesti e con un po’ d’inglese».
L’arrivo di Josip Ilicic a Palermo è ancora avvolto nel mistero, la paternità del suo acquisto è stata rivendicata in massa, chiunque sia stato ci ha visto bene. «Quando ho giocato la prima partita col Palermo, quella del Barbera, sapevo già che la società rosanero mi aveva bloccato. La partita di ritorno l’ho voluta giocare al meglio per rispetto del Maribor e dei suoi fans. Accettando il trasferimento ero pronto a tutto, anche a fare panchina. Sapevo che avrei incontrato difficoltà, ma ero convinto di essere pronto per il campionato italiano. E mi sono convinto ancora di più dopo avere incontrato due volte il Palermo».
«Tutto vero, conferma il suo procuratore Armin Rudzic. Io ho proposto Ilicic a molti club italiani e anche il Milan sembrava tentato, in molti avevano il dvd con le sue partite, il Palermo ci ha creduto di più e ha bruciato tutti sul tempo. Penso in quanti adesso se ne saranno pentiti, il campionato sloveno è pieno di buoni giocatori e con Zamparini c’è già una corsia preferenziale».
«Sono contentissimo della mia scelta, continua Ilicic, che il 29 gennaio compirà ventitré anni. Non ci ho pensato un solo momento. Il mio idolo è sempre stato Cristiano Ronaldo e mi piacerebbe un giorno giocare nei più grandi club d’Europa, ma oggi la mia testa è solo per il Palermo e lo sarà ancora a lungo. Tra qualche anno prenderò in considerazione altre squadre. Mi piace come sono stato accolto dai compagni e dai tifosi, mi sento già legato a questa città».
Ha già capito molto Josip Ilicic del calcio italiano e del Palermo. «Penso che la vittoria nel derby col Catania sia stata importantissima, come se ci abbia sbloccato. Siamo una squadra molto giovane ma stiamo dimostrando di potercela giocare con chiunque, non voglio fare promesse ma dico sottovoce che il nostro traguardo deve essere il quarto posto».
Chissà, forse un giorno potrebbe giocare anche con Cristiano Ronaldo, intanto oggi gioca con Javier Pastore e i loro duetti sembrano usciti da un manuale del calcio per la gioia dei tifosi. Rivalità o amicizia col Flaco? «Amicizia e grande ammirazione, anzitutto. Giocare con Javier, continua Ilicic, è una goduria, anzi un privilegio. Ci divertiamo e penso che si diverta anche il pubblico, faciamo tutto con grande naturalezza. Adesso che è rientrato anche Miccoli andrà sempre meglio».

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