Bancarotta, arrestati due imprenditori a Gela

La Guardia di Finanza ha scoperto che i due fratelli avevano deciso di far fallire l'azienda indebitata, spogliandola di tutti i beni, per rivenderli e creare una nuova società senza debiti

GELA. L'avevano pensata bene, i due fratelli Nunzio e Giuseppe Genovese, di 31 e 29 anni, imprenditori di Gela. La loro azienda navigava in cattive acque ed hanno ben pensato di sfruttare la situazione a loro vantaggio. Indebitarsi e far fallire l'azienda, in questo modo non avrebbero più risposto dei debiti accumulati e potevano iniziare una nuova attività. Ed è proprio accaduto ciò e con l'accusa di truffa aggravata, di bancarotta fraudolenta e di reati in materia tributaria la Guardia di finanza ha arrestato i due giovani imprenditori.
La ditta specializzata nel settore della commercializzazione di prodotti per l'edilizia, si sono liberati della propria impresa dopo averla indebitata con l'emissione di assegni a vuoto. In pratica i due hanno accumulato materiale edile in breve tempo ed hanno effettuato i pagamenti ai fornitori, per un importo complessivo di circa 600 mila euro, tramite assegni a 60/90 giorni.
Tutto il materiale edile è stato poi rivenduto in contanti dai due truffatori, creando di fatto un guadagno che hanno utilizzato per la creazione di una nuova società, pulita e senza debiti. Tuttò ciò non prima di aver spogliato dei beni mobili e immobili la vecchia società ed avere reso impossibile la ricostruzione del patrimonio societario attraverso l'occultamento di documenti.
Le indagini sono state svolte in questi mesi dagli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, aliquota Guardia di Finanza, e dal Nucleo di Polizia Tributaria delle fiamme gialle del comando provinciale di Caltanissetta. L'inchiesta ha portato al sequestro di quote societarie e beni immobili riconducibili ai due fratelli.
La Finanza ha così scoperto che venivano utilizzati gli stessi locali, le stesse attrezzature, beni mobili ed addirittura gli identici operai impiegati nella società appena liquidata.
Posta sotto sequestro anche la nuova impresa commerciale che i due fratelli avevano creato per continuare l'attività; un terreno già utilizzato come deposito della prima società e ceduto ad un prestanome; tre autocarri utilizzati per il trasporto delle merci ed un'autovettura.

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