La strategia del "made in Sicily" per il futuro delle imprese isolane

All'Expobit di Catania un convegno sulle tecniche di marketing per l'internazionalizzazione delle aziende

CATANIA. L’area di provenienza trasferisce ai prodotti il proprio carattere genetico in modo indelebile, così le varie regioni italiane si distinguono per le produzioni “tipiche”. Sebbene, in generale, nei tratti reali e nell’immaginario collettivo si sia consolidata un’immagine della Sicilia compromessa dal malaffare e dalla mafia, la grande tradizione culturale ed il meraviglioso clima hanno generato una straordinaria considerazione della gente per alcuni prodotti regionali per i quali “sicilianità” è un aggettivo qualificativo sinonimo di bontà, unicità e genuinità.
Si è parlato di “Territorio e prodotto: Quale marketing per l’internazionalizzazione delle imprese siciliane?” nel convegno di oggi pomeriggio nell’ambito di Expobit, al Centro fieristico le Ciminiere di Catania, organizzato da Marketing Management (www.marketingmanagementpa.it) e dal Club dirigenti marketing, alla presenza di Antonio Bartoccelli, past president Club Dirigenti Marketing, Francesco Garraffo, docente di Strategia e marketing per l’internazionalizzazione Università di Catania, Salvatore Limuti, amministratore delegato di Marketing Management, e Marco Venturi, assessore regionale alle Attività Produttive.
I dati della ricerca presentati dalla Marketing Management mettono in luce il rapporto “territorio-prodotto”, evidenziando sia quali prodotti si avvantaggiano dell’essere originari della nostra regione, sia il riconoscimento da parte dei cittadini delle “capacità peculiari” delle regioni italiane.
I dati della ricerca presentati dalla Marketing Management mettono in luce il rapporto “territorio-prodotto”, evidenziando sia quali prodotti si avvantaggiano dell’essere originari della nostra regione, sia il riconoscimento da parte dei cittadini delle “capacità peculiari” delle regioni italiane.
L’indagine esplorativa è stata effettuata mediante 1.200 interviste. Gli intervistati hanno risposto a domande tendenti ad individuare, per 20 settori merceologici, quali regioni, secondo il loro parere, producono o potrebbero produrre i migliori prodotti, ed indicato la conoscenza di marche produttrici. I settori sottoposti ad analisi sono stati: abbigliamento, acqua minerale, argenteria, computer-informatica, confetture-condimenti, dolci, elettrodomestici, formaggi-mozzarelle, gelati, gioielli, imbarcazioni, liquori, marmo, meccanica di precisione, mobili, pasta alimentare, pesce in scatola, prodotti da forno, salumi, vino.
L’analisi del vissuto degli intervistati ha evidenziato per la Sicilia come i convincimenti valoriali (stereotipi, tradizioni, clima, etc.), rappresentino grandi opportunità che le imprese siciliane dovrebbero poter cogliere e forniscano interessanti spunti e suggerimenti per elaborare strategie di marketing per le imprese siciliane.
I mercati più premianti per la Sicilia sono stabili se non in crescita, con prodotti che poggiano solidamente su valori ed archetipi che li rendono longevi e difficilmente imitabili. Nei mercati della pasta, dei salumi, dei vini e dei prodotti da forno le marche si contendono quote di profitto, ma nel suo complesso il consumo è ancorato ad abitudini durature. Per molti di questi mercati (gelati, dolci, pesce in scatola) si è rilevato un giudizio molto positivo sui prodotti siciliani al quale però non si associa un’adeguata conoscenza (presenza commerciale) di marche specifiche.
Nel percorso di internazionalizzazione delle imprese siciliane dei prossimi anni saranno determinanti, oltre all’innovazione tecnologica ed alla definizione di elevati standard di qualità dei prodotti, strategie di mercato atte a conquistare grandi masse di consumatori che hanno già nel cuore la Sicilia.

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