Attentati a Partinico, stretta nei controlli

Dopo la fiaccolata antimafia, la prefettura ha aumentato mezzi e uomini per pattugliare il paese, messo sotto assedio dalle intimidazioni contro gli imprenditori. Oggi al Tgs delle 13.50 il colonnello Teo Luzi farà il punto sull'emergenza criminalità

PARTINICO. Più controlli e più forze dell'ordine dispiegate a Partinico dopo la lunga catena d'intimidazioni mafiose delle ultime due settimane contro gli imprenditori del paese. La scorsa notte 15 auto di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, hanno pattugliato il territorio in provincia di Palermo. Risultato: nessun incendio, un arresto e varie denunce. Ma l'aumento di volanti, gazzelle e posti di blocco è solo una prima conseguenze, in attesa che qualcuno si decida a rompere il muro dell'omertà che ancora persiste nel paese. Nessuno parla, le vittime degli attentati non sanno nulla e dicono di non aver mai ricevuto minacce. Recitano tutti lo stesso copione, perfino Giuseppe Bonomo, figlio di Giovanni, ex capomafia del paese, a cui gli hanno incendiato la macchina.
Ulteriori aggiornamenti verranno forniti dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Teo Luzi, che oggi alle 13.50 sarà ospite del Tgs. Sarà l'occasione per fare il punto sull'emergenza criminalità e attentati a Partinico.
Maggiori dettagli sull'edizione del Giornale di Sicilia in edicola oggi.

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