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Platinì: «Il calcio italiano non è più il primo al mondo»

Per il presidente dell'Uefa la Juve vincerà in futuro, il Milan è giovane e può vincere lo scudetto. Ma tifa per l'Inter al mondiale per club

ROMA. Michel Platinì non usa mezzi termini: «Il calcio italiano per il momento, non è il primo. Sono cicli, oggi è più calcio spagnolo, inglese». Così esordisce in una lunga intervista il presidente dell'Uefa, in cui analizza il calcio italiano, i problemi con le frange più violente delle tifoserie e la salute dei nostri grandi club.
«Quando giocavamo noi era il calcio italiano il migliore - dice - Dove si è perso? E' difficile dire il perché, può darsi per la violenza». Proprio sui tifosi violenti, il vincitore per tre volte consecutive del pallone d'oro, fa ricadere la responsabilità dell'abbandono degli stadi da parte delle famiglie. «Quando vedi gli stadi vuoti - aggiunge - i giocatori non hanno più tanta voglia di venire a giocare».
Parlando dei club italiani, il presidente che legò il suo nome ai colori bianconeri, con cui giocò dal 1982 al 1987, non vede nel suo vecchio club una pretendente al titolo: «Chi vincerà il campionato? La Juventus - dice - non scherziamo su questo». Ma elogia quanto fatto finora dalla società: «Non può ancora vincere. Ma per fortuna potrà vincere. Cosa manca? Un po' di tempo, penso. C'è la volontà della famiglia di investire un po' sui calciatori e può tornare al suo livello».
Sul Milan ha parole di apprezzamento: «Ho visto il derby - sottolinea - ho visto abbastanza bene il Milan, che si sta ringiovanendo rispetto all'Inter che ha fatto due grandi anni strepitosi, ma che è un po' giù in questo momento.
Platinì tifa comunque Inter nel mondiale per club, che nella sua sesta edizione, per il secondo anno consecutivo, si svolgerà a dicembre negli Emirati Arabi: «Spero che l'Inter vinca la Coppa del Mondo per club, perché sono da quattro anni presidente dell'Uefa e ha vinto sempre un'europea. Spero che l'Inter non mi faccia un brutto scherzo».
Come ex allenatore della Nazionale francese, nel periodo dal 1988 al 1992, Platinì ha parole di stima per il nuovo ct dell'Italia, Cesare Prandelli: «Ha fatto vedere a tutto il mondo che a Firenze poteva fare delle cose bellissime. E' una persona molto ben educata, che dà una bella immagine del calcio italiano. Prandelli è il primo a sapere che se non hai i giocatori, non puoi vincere. Dunque, dipenderà soprattutto dai giocatori, lui farà benissimo il suo mestiere, ma se hai un Baggio o un Gigi Riva, uno che ti fa gol, che ti fa vincere la partita, delle grandi stelle, per lui sarà più facile, questo è sicuro».
Un piccolo accenno è stato fatto anche allo scandalo "Euro 2012" in cui la candidatura dell'Italia è stata battuta di un soffio dall'accoppiata Ucraina-Polonia e al quale fanno riferimento alcune testimonianze su una presunta corruzione di membri Uefa che dovevano decidere sull'assegnazione: «Abbiamo chiesto le prove. ancora non ce le hanno date».
Il presidente infine esprime preoccupazione per un altro male che affligge il calcio. Oltre la violenza, infatti, vi è il pericolo che si cela dietro il mondo delle scommesse. Gli ingenti capitali che girano, possono far vacillare l'integrità. «Possiamo avere dei problemi sulla violenza , sul razzismo, tante cose, ma quello che tocca il gioco, diventa complicato, perché oggi, con le scommesse, si può anche corrompere qualche giocatore per sapere il risultato».
E manda un appello: «Dobbiamo fare molta attenzione e lancio un messaggio ai
giocatori, attenzione, non distruggete il gioco».

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