Comune di Palermo, storie ordinarie di sprechi

Due storie ordinarie di sprechi al Comune di Palermo. Non contano le difficoltà di bilancio né l’ammontare dei debiti fuori bilancio. L’amministrazione continua a creare precari o a bruciare risorse in quell’inceneritore di risorse che è diventata l’Amia. L’Amia presenta il conto per la follia contrattuale compiuta tre anni fa. La dirigenza dell’epoca aveva deciso di agevolare l’uscita dei dipendenti più anziani e costosi assumendo i loro figli con la categoria minima. Ma promettendo uno scatto di carriera piuttosto rapido. Risultato: alla fine i commissari sono stati costretti a onorare l’intesa pagando anche una penale per il ritardo. Resta ovviamente l’assurdità del contratto iniziale. Ma che dire quello che sta accadendo alla cava di Cruillas? I lavori di ristrutturazione non sono ancora cominciati. Viceversa è già stato pubblicato il bando per ingaggiare 15 giardinieri e 15 addetti al marketing incaricati di curare l’utilizzo della cava a vantaggio della città e dei visitatori. Un contratto di 20 mesi per la formazione degli addetti. Costo complessivo circa 6,5 milioni, compresa la sistemazione dello spazio. Come mai il personale viene assunto prima ancora della creazione del posto di lavoro? Al Comune di Palermo, unico caso nel mondo, funziona l’inverso. E soprattutto: fra Gesip, ex Pip e precariato di vario genere c’è grande abbondanza di giardinieri al Comune: che senso ha doverne formare di nuovi? La spiegazione è una sola: far crescere le clientele sane e rigogliose.

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