Scoperta docente di sostegno con diploma falso

La donna, di Favara, insegnava da cinque anni in una scuola elementare di Caltanissetta. Dovrà pagare 63 mila euro allo Stato. La difesa: la donna ha svolto il suo lavoro in modo efficace e utile anche senza titolo

CALTANISSETTA. Insegnante di sostegno in una scuola elementare della provincia di Caltanissetta per cinque anni. Ma con un titolo di specializzazione falso. É la storia di Carolina Arnone, 36 anni di Favara, che per questo dovrà restituire allo Stato gli stipendi percepiti indebitamente dal 2003 al 2008, per un totale di 63 mila euro. La sezione giurisdizionale della corte d'appello della corte dei conti siciliana ha, infatti, rigettato il ricorso presentato dal legale della donna contro la sentenza di condanna di primo grado.
La donna, infatti, era già stata condannata nel 2008, quando il pm contabile, dopo una segnalazione del dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Caltanissetta, scoprì che il diploma che la donna aveva dichiarato di aver conseguito all'Università di Macerata nel 2001 non le era mai stato rilasciato. «La capacità e la professionalità per insegnare sostegno – replica l'avvocato della donna, Girolamo Rubino – non sono sempre e necessariamente collegate al titolo di studio richiesto. L'Arnone ha svolto il suo lavoro in maniera efficace e utile». Nonostante le motivazioni della difesa, però, scatta la condanna e la docente presenta appello. «La legge – continua Rubino – prevede la possibilità di utilizzare insegnanti di sostegno anche senza titolo specifico. Inoltre, non si può parlare di danno erariale perchè l'Arnone ha permesso agli alunni disabili di proseguire e completare il percorso educativo iniziato con la scuola materna».
Il collegio giudicante, presediuto da Salvatore Cilia, rigetta queste argomentazioni e rileva che «i docenti di sostegno devono avere un titolo di specializzazione rilasciato da scuole o istituti legalmente riconosciuti al termine di un corso teorico-pratico di due anni». Inoltre, dalla sentenza si legge che è ammesso «l'utilizzo di maestri privi di titoli, ma ciò è consentito solo quando mancano quelli di ruolo o non di ruolo specializzati. Presupposti che in questo caso non c'erano e che hanno portato la donna a falsificare il titolo di studio».
Tre mesi fa un'analoga sentenza era stata emessa contro un'altra docente, sempre di Favara, che era stata di sostegno in una scuola elementare di Caltanissetta dal 2002 al 2007. Anche lei è stata denunciata, processata e condannata a versare nelle casse del ministero dell'Istruzione 85 mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali.

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