Delusione Alonso, Vettel campione

Il tedesco della Red Bull diventa il più giovane iridato della storia. Lo spagnolo (solo settimo al traguardo) e la Ferrari sbagliano tutto nella corsa decisiva e sprecano un vantaggio enorme a causa di una scelta strategica scellerata

ABU DHABI. Sebastian Vettel vince il gran premio di Abu Dhabi ed è il nuovo campione del mondo. Niente da fare per Alonso, che paga a carissimo prezzo una scelta sconsiderata da parte dei box, che preferisce fare la gara su Webber facendo un pit stop sbagliatissimo lasciando via libera al giovane tedesco, che diventa il più giovane iridato nella storia della formula uno. Lo spagnolo arriva solo settimo, insufficente per mantenere i 15 punti di vantaggio che aveva all'inizio di questo gran premio. Secondo posto per Lewis Hamilton e terzo per Jenson Button. Ci saranno sicuramente polemiche per la gestione di questa gara da parte di Stefano Domenicali, che già durante l'anno non aveva certo brillato in quanto a strategia. Anche oggi lui e la squadra sono cascati nel "trappolone" messo in atto dalla Red Bull: ha fatto fermare Webber, che era dietro ad Alonso, che ha abboccato in pieno, lasciando via libera al tedeschino, che era in testa al momento giusto. Fernando si è poi trovato in mezzo al traffico e non ha saputo (potuto) superare Petrov e Rosberg, condizione necessaria per cogliere quello che sarebbe stato il suo terzo titolo.


Vettel diventa, incredibile ma vero, campione del mondo non essendo mai stato in testa durante tutta la stagione. E' diventato leader del mondiale nel giorno migliore possibile. La Ferrari dunque finisce questo 2010 a mani vuote dopo aver accarezzato l'idea del mondiale piloti al termine di una incredibile rimonta. Onore alla Red Bull, senza dubbio la macchina migliore, che si è aggiudicata entrambi i titoli dopo aver rischiato di buttar via un patrimonio tecnico enorme. Onore doppio perchè, al contrario dei suoi rivali, non si è mai arresa alla logica del gioco di squadra facendo sempre lottare i suoi piloti con il massimo della sportività senza penalizzare nessuno. Per Alonso e per tutti i ferraristi una domenica tremenda, dunque. Lo spagnolo ha compiuto un vero miracolo ad arrivare fin qui in lotta per il titolo, se si pensa la differenza che c'è tra la sua vettura e la Red Bull. Onore anche a lui, anche se lui e la Ferrari hanno veramente sbagliato tutto nel giorno decisivo. Ora si pensa al 2011, ma le polemiche dopo questa gara di certo non mancheranno. 

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