Sarah, il grido di Sabrina: "Non l'ho uccisa io"

La cugina della quindicenne orribilmente assassinata ad Avetrana, ora in carcere, giura sulla sua innocenza. Lo raccontano i due legali della giovane

TARANTO. Io sono innocente, fino alla fine lo provero': è quanto ripete in carcere Sabrina, anche dopo la conferma della sua detenzione, secondo quanto raccontano i suoi difensori, Vito Russo e Emilia Velletri, all'uscita dal carcere di Taranto dove oggi hanno incontrato la giovane.    "Sabrina ha avuto la reazione di una persona che è estranea ai fatti. Non sta bene, è normale, però è ancora molto più combattiva e ripete la sua innocenza e anche noi le crediamo".


I due legali hanno raccontato, parlando con i giornalisti, che quando sono andati a far visita a Sabrina, la giovane sapeva già della decisione dei giudici, perché il provvedimento le era stato notificato.    Circa l'eventualità che venerdì prossimo Sabrina Misseri assista all'incidente probatorio del padre Michele, Russo e Velletri hanno detto che "é una valutazione soggettiva che deve fare Sabrina".    I due legali hanno poi riferito che "secondo tabulati telefonici non può essere oggettivamente ritenuta credibile" la testimonianza, depositata dalla Procura ai giudici, di un'amica di famiglia di Sabrina, alla quale la ragazza, la sera della prima confessione del padre, avrebbe sussurrato 'papa' ha confessato, io sono stata più bravà.    "Non capiamo il movente per cui Sabrina è dentro - hanno concluso Russo e Velletri - e anche il motivo".

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