Ars, commissioni verso l’azzeramento

Il presidente Cascio: "Il rimpasto avverrà subito dopo la Finanziaria, e quindi auspico già a gennaio". L'attuale composizione non rispecchia più le forze in campo

PALERMO. Tutte le commissioni dell'Ars saranno azzerate e rifatte. Già nell'aria da alcune settimane, la decisione è ora annunciata ufficialmente da Francesco Cascio: «Il rimpasto avverrà subito dopo la Finanziaria, e quindi auspico già a gennaio», dice il numero uno di Palazzo dei Normanni. Previsto dal regolamento a metà di ogni legislatura ma non con termini perentori, il riequilibrio di quegli organismi ora è una necessità alla luce degli sconvolgimenti che hanno portato alla modifica della geografica politica dell'Ars: nuovi gruppi sono nati, altri non ci sono più e diversi deputati hanno cambiato casacca. Insomma, l'attuale composizione delle commissioni (e quindi pure dei vertici, vale a dire presidenti e vice) non corrisponde più ai rapporti di forza in seno al Parlamento siciliano. «Proprio così», sottolinea Cascio, che pone l'accento pure su un altro punto: «Il mancato rimpasto delle commissioni a metà legislatura in passato è stato un'eccezione, ora invece vogliamo rispettare la regola».
Peraltro l'azzeramento con contestuale ricomposizione delle commissioni è urgente pure per un altro motivo: tutti i deputati dell'Ars dovrebbero far parte di almeno uno di quegli organismi, ma allo stato attuale ben nove ne sono esclusi, cioè cinque ex assessori delle giunte Lombardo ora rientrati nei ranghi di semplici parlamentari regionali (Leanza, Di Mauro Bufardeci, Cimino e Gentile) e quattro deputati subentrati a legislatura iniziata. Ebbene, loro dovranno per forza trovare posto in una commissione. Cascio già avviato le prime consultazioni con i capigruppo. Di certo si è aperta la partita delle rivendicazioni, specie per le presidenze: non è difficile immaginare una lotta politica all'ultimo respiro, considerando che i contendenti (cioè i gruppi) sono ora otto rispetto ai quattro iniziali, cioè ben otto: Mpa, Pd, Udc, Fli- Sicilia, Pdl, Pid, Forza del Sud e misto.
A chiedere più spazio, ad esempio, è Futuro e libertà- Sicilia, che comprende cinque finiani e due seguaci di Misuraca: «Siamo assenti in commissioni importanti come quella Sanità e soprattutto Bilancio- afferma Livio Marrocco- Pur potendo in qualità di capogruppo presentare emendamenti e partecipare ai lavori, ovviamente non potrò votare e per questo mi appello al buon senso sia del presidente dell'Ars che di quello della commissione Bilancio». Secondo Rudy Maira (capogruppo dei Popolari d'Italia Domani) «parlare di modifica delle commissioni permanenti è davvero stucchevole se si guarda alle tante emergenze siciliane aggravate da Lombardo». Interviene pure Cateno De Luca (capogruppo dei miccicheiani di Forza del Sud): «Sul rinnovo delle commissioni auspichiamo un clima bipartisan che consenta a tutti i gruppi di avere almeno una presidenza».

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