Rifiuti, Marino incontra capo protezione civile

L'assessore regionale all'Energia ha avviato i primi approfondimento sulla situazione con il prefetto Franco Gabrielli: "Ci siamo confrontanti con spirito di collaborazione"

ROMA. L'assessore regionale all'Energia e ai servizi di pubblica utilità, Giosué Marino, ha avviato nel pomeriggio a Roma, con il prefetto Franco Gabrielli, i primi approfondimenti sulle osservazioni formulate dalla Protezione civile nazionale, in merito al piano regionale dei rifiuti.        


"L'appuntamento - ha detto Marino - aveva un chiaro obiettivo: approfondire le considerazioni ed i rilievi fatti alla Regione siciliana, in modo da apportare tutti gli adeguamenti necessari al piano, in particolare, sul terreno degli interventi infrastrutturali".    "Ci siamo confrontati - ha sottolineato l'assessore - con spirito di collaborazione, per l'individuazione delle infrastrutture e delle azioni da attuare e le relative integrazioni da apportare al documento presentato qualche settimana fa al ministero dell'Ambiente ed al dipartimento della Protezione civile".     Marino ha spiegato che "sono state messe a fuoco le ragioni che hanno prodotto, in atto, la mancata approvazione del documento". Gabrielli ha manifestato piena condivisione in ordine alla strategia di fondo del documento regionale pianificatorio dei rifiuti, rigorosamente incentrato sulla raccolta differenziata, sull'impiantistica finalizzata alla valorizzazione del rifiuto fino al conferimento della 'quantita' residuà negli altiforni complessi (cementerie e centrali elettriche), impianti di termovalorizzazione a tecnologia evoluta con potenzialità fortemente correlata alla quantità di rifiuto residuo".    


"Nella sostanza è stata richiesta dalla Protezione civile la definizione di un piano di dettaglio riguardo gli interventi infrastrutturali da realizzare e delle azioni da attuare", ha precisato Marino, che ha condiviso i punti messi a fuoco, utili a perfezionare il Piano.  "Ci incontreremo ancora - ha concluso l'assessore - a stretto giro, per arrivare in tempi brevi alla definizione del documento per renderlo operativo prima possibile".

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