Omicidi di mafia negli anni '80 e '90, Naimo inizia a collaborare

I pm della procura di Palermo sentiranno il boss arrestato dieci giorni fa anche sul delitto dell'agente Agostino

PALERMO. Rosario Naimo, il boss arrestato dieci giorni fa a Palermo, ha iniziato a collaborare con i magistrati, anche se le sue condizioni di salute sono precarie per una grave emorragia all'occhio destro che non gli consente di rimanere a lungo in posizione eretta.
Ha subito spiegato che i 200 mila euro e i 10 mila dollari in contanti trovati nella casa di San Lorenzo dove  è stato catturato provengono dalla vendita di un appartamento.  E ora i pm della procura di Palermo sono pronti a interrogarlo su una serie di omicidi di mafia commessi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, quando Naimo era tra i capimafia più in vista, tra i quali quello dell’agente Antonino Agostino ucciso nel 1989.
Maggiori dettagli sull'edizione di Palermo del Giornale di Sicilia in edicola oggi (9 novembre 2010).

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