Giuliano: se la prova Dna fallisse, c'è l'ipotesi dentatura

Secondo indiscrezioni dal teschio del presunto corpo del bandito mancherebbero solo tre denti, mentre il resto è intatto. Sarebbe però una pista complicata e delicata

PALERMO. Se l'esame del Dna prelevato dalle ossa non darà la certezza che il cadavere riesumato dalla tomba di Montelepre (Pa) è in effetti quello del bandito Salvatore Giuliano, gli investigatori potrebbero seguire un'altra pista. Tra i resti recuperati dalla bara sepolta nella cappella di famiglia dei Giuliano, secondo quanto appurato dall'ANSA, c'é anche la dentatura, che si sarebbe conservata in buone condizioni. Al teschio mancherebbero solo tre denti, il resto sarebbe intatto.   


Gli esperti spiegano che la dentatura è uno degli elementi chiave che consente di potere risalire all'identità di una persona, assieme al Dna e alle impronte digitali. Non potendo fare leva sulle impronte, gli inquirenti, se dal Dna non dovesse arrivare alcun risultato, potrebbero dunque battere questa nuova pista. Ma anche in questo caso la strada per l'accertamento della verità sembra alquanto complicata. In ambienti investigativi fanno notare che bisognerebbe risalire al dentista che ebbe in cura il bandito Giuliano, sempre che "il re di Montelepré ne abbia avuto uno. Quindi sarebbe fondamentale recuperare documenti e un'eventuale impronta dentale di Giuliano e confrontarli con quelli del cadavere riesumato per ottenere una comparazione di tipo scientifico.


Secondo ulteriori indiscrezioni poi nelle immagini, in mano alla procura di Palermo, si vede lo scheletro che è in buone condizioni; il cadavere si trovava all'interno di una bara in zinco ricoperta di legno intarsiato, con una grande croce impressa sopra e senza targhe che riportano data di nascita e di morte. Nella parte in zinco c'é una finestra all'altezza della testa, realizzata per permettere a familiari e amici di vedere il volto del defunto prima della tumulazione. Nell'omero c'é una frattura scomposta e sulla scapola sinistra c'é un segno, come se fosse stata scalfita da un colpo.    Prima di essere sistemata nella cappella dei Giuliano la bara per alcuni anni è rimasta seppellita in un altro luogo e poi trasferita nel cimitero di Montelepre.

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