Sarah, svolta nelle indagini: Misseri fa ritrovare chiavi e corda

Lo zio della vittima ha ricostruito nei dettagli ai carabinieri fasi e modalità dell'occultamento del cadavere e avrebbe riferito che l'arma usata nel delitto sarebbe stata una cintura da uomo

AVETRANA. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma, insieme al pm Mariano Buccoliero, che controllano a tappeto casa e garage della famiglia Misseri; Michele Misseri, presente alla perquisizione, che poi ricostruisce nei dettagli come ha nascosto il cadavere della nipote Sarah Scazzi; alcune persone, tra le quali anche Carmine Misseri, fratello di Michele, che vengono sentite nella caserma dei carabinieri di Manduria. All'indomani della terza versione sull'uccisione di Sarah fornita in carcere dallo zio reo confesso, tutto è apparso come un film già visto, a due mesi e mezzo dal delitto.    
La realtà però è che l'indagine potrebbe essere davvero alla svolta decisiva. La novità è arrivata in serata, quando i carabinieri sono tornati a casa Misseri, in via Deledda, non tanto per notificare alla moglie di Michele, Cosima Serrano, alcuni atti relativi alla perquisizione della mattina, ma soprattutto per trovare e portare via alcune cinture per pantaloni da uomo appartenenti al marito. Nell'interrogatorio di ieri in carcere, Michele avrebbe infatti riferito agli inquirenti che l'arma usata dalla figlia Sabrina per uccidere la cugina Sarah sarebbe stata una cintura da uomo che si trovava nel garage di casa. Un'altra cintura era stata prelevata in giornata dal bagagliaio della Seat Marbella di Michele Misseri, già sotto sequestro e custodita nel cortile della Compagnia dei carabinieri di Manduria (Taranto).        
Dopo il sopralluogo e la perquisizione nella casa e nel garage dei Misseri, il reo confesso Michele, accompagnato dal difensore d'ufficio Daniele Galoppa e dalla consulente criminologa Roberta Bruzzone, è stato condotto nel podere in cui si trova il pozzo dove il 26 agosto venne nascosto il cadavere di Sarah. Qui Michele ha simulato le fasi dell'occultamento del cadavere e della copertura dell'imboccatura del pozzo. Ma soprattutto ha fatto ritrovare agli investigatori un mazzo di chiavi che Sabrina aveva con sé quando scomparve; era nascosto nella cavità di un albero d'ulivo vicino al pozzo. Successivamente gli inquirenti, che hanno anche prelevato dalla Opel Astra in uso a Cosima Serrano, moglie di Misseri, una grossa corda da sottoporre ad esami, si sono recati con lo stesso Misseri alla caserma dei carabinieri di Manduria, dove sono state interrogate alcune persone in quanto 'informate sui fatti', tra le quali anche Carmine Misseri, fratello di Michele.        
Le ultime dichiarazioni spontanee di Michele Misseri, fatte ieri in carcere, non hanno per ora modificato il quadro accusatorio, anche se l'uomo ha addossato totalmente la responsabilità dell'uccisione di Sarah alla figlia Sabrina. A quest'ultima restano contestati i reati di sequestro di persona e concorso in omicidio; a carico del padre ci sono sempre le accuse di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere, pur se quest'ultimo reato è stato ritrattato dallo stesso Misseri. Così come fonti giudiziarie confermano che non è cambiato, nella ricostruzione del delitto, il luogo in cui Sarah sarebbe stata uccisa, che resta il garage di casa Misseri.    
Tutti i risultati degli accertamenti in corso, e soprattutto i verbali delle dichiarazioni spontanee rese ieri da Michele Misseri, potranno essere depositati martedì prossimo, 9 novembre, sul tavolo dei giudici del tribunale del Riesame, chiamato a decidere sul ricorso dei difensori di Sabrina finalizzato a far scarcerare la ragazza. Sabrina dovrebbe essere presente in aula e non è escluso che possa chiedere di essere ascoltata dai giudici, ora che - con le ultime dichiarazioni del padre - la sua situazione processuale potrebbe diventare molto più pesante.

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