Fiera, un simbolo di Palermo che se ne va

Una morte annunciata. Per evitarla serviva l’impegno di tutti. Non c’è stato. Palermo perde la fiera campionaria. Un altro simbolo della città che se ne va. Un altro pezzo di economia che crolla sotto i colpi della malagestione. Alla base, da un lato, gli errori e gli sprechi del passato, dall’altro l’incapacità di trovare soluzioni per il presente. Regione e Comune non sono riusciti a salvarla.
Da quando è apparso evidente il pericolo di perdere il patentino di fiera internazionale, abbiamo sollecitato interventi congiunti quanto meno per organizzare entro la fine dell’anno una rassegna che permettesse di mantenere uno status, per poi puntare a un processo di privatizzazione della Fiera. C’era la disponibilità dell’imprenditoria cittadina. Ci sono stati vertici e sono stati stilati piani di risanamento. La Regione ha espresso la volontà di salvare la campionaria. Al contrario, l’amministrazione comunale non ha fatto sentire la propria voce. Non ha indicato rimedi o strade da percorrere.
Ed allora le ipotesi sono due: o ci si trova davanti a un esempio evidente di inettitudine, a fronte di una pesante tegola che si abbatte sul tessuto economico cittadino; oppure, c’è stata la volontà di affondare la Fiera, magari per qualche interesse finora mai svelato. Se è così, ora che la Fiera sparisce, è più che mai necessario conoscere con chiarezza che cosa riserva il futuro.

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