Ciancimino sarà teste al processo De Mauro

La Corte ritiene necessario sentire il figlio di Don Vito e la sua versione sul caso del giornalista scomparso e sull'uccisione del procuratore Scaglione

PALERMO. Per la difesa di Totò Riina racconta solo "aria fritta", ma la corte ritiene necessario sentire Massimo Ciancimino e le sue verità sulle responsabilità degli "ambienti istituzionali romani" sul caso De Mauro e sull'uccisione del procuratore Pietro Scaglione.
L'uomo che attraverso la memoria e le carte del padre starebbe riscrivendo la storia dei rapporti tra mafia e politica è stato chiamato a deporre il 19 novembre nell'aula bunker dell'Ucciardone. Dovrà dare spiegazioni sugli appunti del padre che collegava la scomparsa del giornalista al delitto Scaglione a partire dalla circostanza, ormai accertata, che prima di scomparire De Mauro aveva incontrato il procuratore.     
Era andato a trovarlo, su suggerimento di un collega, perché aveva scoperto fatti che avrebbero fatto "tremare l'Italia". Non si è mai saputo quale fosse il contenuto di quel colloquio di 40 anni fa. Ma lo stesso Ciancimino fa riferimento alle due principali piste del processo: la morte del presidente dell'Eni Enrico Mattei e il golpe Borghese.        
Le carte di Vito Ciancimino portate dal figlio al pm Sergio Demontis saranno sottoposte a una perizia grafologica e merceologica attraverso la quale la corte intende stabilire l'autenticità degli appunti e la loro collocazione nel tempo. Anche il legale di Riina, Luca Cianferoni, si dice interessato all'accertamento, convinto com'é che Massimo Ciancimino,  raccontando solo "aria fritta", abbia un disegno narrativo "che sta infestando l'Italia" con il quale pensa di salvare il tesoro ereditato dal padre. "Quelle carte sono false" sostiene la difesa di Riina che ricorda di avere chiesto l'audizione del figlio di don Vito già cinque anni fa nell'ambito dei processi per le stragi del 1992 e 1993.    L'irruzione di Ciancimino nel caso De Mauro scatenerà il contrattacco di Riina e sposterà in avanti i tempi del processo che era giunto, in pratica, alla conclusione dopo quattro anni di udienze.

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