Palermo, nove minuti di black-out: il Cska vince 3 a 1

A Mosca, dopo essere passati in vantaggio al 10' del primo tempo con Maccarone, i rosanero vengono travolti ad inizio ripresa dai russi, che passano con Honda e Necid. Qualificazione appesa ad un filo

PALERMO. Nove minuti di black out. Nove minuti, quelli dal 45 al 54’ del secondo tempo in cui il Cska si è mangiato il Palermo. Nove minuti in cui il Palermo ha mandato all’aria tutto quello che di bello aveva costruito in una prima frazione da incorniciare, in cui i rosanero sono anche passati in vantaggio con Maccarone. Un vantaggio che dalla mezzora gli uomini di Rossi hanno dovuto difendere anche in inferiorità numerica per l’espulsione di Nocerino. Un vantaggio che era stato difeso con i denti, ma anche con buona organizzazione nei primi quarantacinque minuti. Nel secondo tempo, però, i tre gol a valanga del Cska hanno seppellito il Palermo, che non ha saputo più reagire. Una sconfitta che, però, ancora non significa addio all’Europa League. Anche se le cattive notizie non arrivano mai da sole. Perché lo Sparta Praga ha vinto a Losanna e ora al Palermo servirà vincerele ultime due partite, sperando che i cechi con il già qualificato Cska non facciano più di un punto. Ampio turn over a Mosca, e formazione rivoluzionata negli uomini, ma anche nel modulo, con Rossi che si affida per la prima volta alla non “amata” difesa a tre con Glik, Bovo e Goian. Schieramento difensivo che, però, all’occorrenza diventa a cinque con gli esterni Garcia e Darmian.


Torna in campo, invece, dal primo minuto il capitano Fabrizio Miccoli,che fa coppia con Maccarone. E proprio dai piedi di Miccoli nasce il vantaggio dei rosanero al 9’. Il numero 10 rosanero in una ripartenza, dopo aver ricevuto palla da Maccarone, si allarga sulla sinistra e offre un perfetto cross sulla testa dello stesso Big Mac, che non perdona Akinfeev e si conferma bomber di coppa dopo le reti con Maribor e Sparta Praga. 1-0 per un Palermo, che non appare affatto intimidito dal Cska Mosca, né indolenzito dal freddo russo. La partita, però, si fa in salita al 30’, quando la squadra di Rossi rimane in dieci per l’espulsione di Nocerino per  doppia ammonizione. Nulla da dire sul secondo fallo. Peccato, però, se queste espulsioni vengono rimediate quando uno dei due gialli viene preso per inutili proteste, come è successo proprio in occasione della prima ammonizione al centrocampista napoletano. Si gioca a una porta, a questo punto. I russi cercano sempre il fallo dal limite, visto il metro dell’arbitro De Sousa che punisce i rosanero a ogni minimo contatto. I rosa, però, tengono botta senza neanche correre troppi rischi e riescono a chiudere in vantaggio meritatamente la prima frazione. Gli sforzi del primo tempo, però, vengono subito vanificati a inizio ripresa. Il Cska, infatti, dopo un minuto e mezzo pareggia col giapponese Honda. Non regge la scusa dell’inferiorità numerica.


I rosa, infatti sono perfettamente schierati, ma l’argentino Garcia si lascia scappare il trequartista nipponico. Ma il peggio deve ancora arrivare, perché dopo tre minuti, al 49’, i russi raddoppiano con una grande giocata di Necid, che spalle alla porta si prende gioco di Glik e dopo essersi girato infila con un bel tiro a giro Benussi. È un altro Cska quello che è uscito dagli spogliatoi e il Palermo è un pugile all’angolo. E al 53’ arriva un altro pugno che stordisce gli uomini di Rossi. Ancora una volta è Necid a bucare la retroguardia rosanero e a tu per tu con Benussi lo trafigge. Rossi decide di levare fuori dalla mischia Miccoli al 60’, per fare entrare Pinilla. La giocata del vantaggio è incoraggiante, ma per il resto niente di più per il capitano, penalizzato comunque dall’andamento della gara. Il Palermo non ci crede più e anche tre passaggi di fila diventano una chimera. Dall’altro lato, invece, i russi giocano sul velluto, si divertono e ogni loro azione dà sempre l’impressione di essere un pericolo. È grazie a Benussi se il Palermo non torna a casa con un passivo ben più pesante. Per il Palermo è la quarta sconfitta consecutiva tra campionato e coppa. L’ennesimo scivolone che apre il periodo più nero di Delio Rossi da quando siede sulla panchina rosanero. A lui spetta l’arduo compito di fare rialzare la squadra attesa da tre partite difficilissime in campionato nel giro di sette giorni con Genoa, Milan fuori casa e il derby al Barbera col Catania. Tre gare che possono rilanciare i rosa, ma anche affossarli se il trend non viene subito invertito. Rossi tenterà, dunque, di fare cambiare rotta ai suoi. Dovrà farlo, però, con un alleato-amico in meno: Walter Sabatini.

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