Facoltà senza docenti, disagi a Palermo

Per colpa dei tagli insegnamenti scoperti. Lettere rischia la paralisi, ancora chiuse Ingegneria e Medicina. Difficoltà per quelle avviate. Lagalla: garantiremo l'inizio dell'anno accademico

PALERMO. Continuano i disagi causati dai tagli della riforma universitaria. Nonostante sia stato fissato all'8 novembre l'inizio dell'anno accademico, sono ancora tante le facoltà che rimangono senza docenti e che ancora discutono sull'apertura. Tra queste, Lettere, l'unica facoltà dell'Ateneo che rischia la paralisi didattica totale, e Medicina fanno i conti con gli insegnamenti scoperti, Ingegneria parte lunedì ma manca il 15% degli insegnamenti nel primo semestre e ancora di più nel secondo. Nella stessa situazione Scienze che, pur partendo lunedì, ha dei vuoti nelle cattedre perchè il consiglio di facoltà, fissato per oggi, è stato rinviato. Ad Agraria si annuncia un primo semestre quasi tranquillo, ma per il secondo «i numeri non sono rassicuranti».Gli unici dati certi sono due: la decisione del Senato accademico di far partire l'anno accademico l'8 novembre, e la posizione del rettore Roberto Lagalla che farà rispettare la data «con fermezza e condivisione». La situazione non sembra, dunque, migliorare e continuano le manifestazioni e le assemblee portate avanti da studenti e ricercatori insieme. L'ultima, stamattina, ha visto gli studenti, travestiti da spazzini, protestare davanti Lettere, dove c'è la situazione più difficile. Il nuovo preside Mario Giacomarra annuncia un consiglio di facoltà per lunedì in cui «faremo il punto delle scoperture ma si parte in ogni caso entro metà novembre». In teoria ci sono solo 3 insegnamenti su 10 ma «il fatto che si aprano le aule - sottolinea il ricercatore Marco Antoinio Pirrone - significa che si tenta di ignorare i problemi che abbiamo segnalato e la nostra mobilitazione contro i tagli». A Lettere, infatti, i ricercatori sono 71 su 81. E proprio in questi giorni arriva alla prova della cattedra la loro protesta con cui da mesi annunciano il loro no a «carichi didattici aggiuntivi» contro le penalizzazioni del disegno di legge Gelmini. Analoga situazione a Ingegneria dove, con 100 ricercatori su 280 docenti, si parte lunedì. Il nuovo preside Fabrizio Micari manifesta le difficoltà della facoltà in cui è coperto «solo l’85% dei corsi nel primo semestre, nel secondo faremo accorpamenti». Anche a Medicina i ricercatori sono in maggioranza e gli insegnamenti scoperti ammontano al 10-15%. Il nuovo preside, Giacomo De Leo, ha annunciato l’inizio «entro il 15 novembre e una maggiore copertura». Diversa la situazione a Scienze politiche dove il preside, Antonello Miranda, ha aperto le aule dal 29 ottobre, applicando «lo spostamento dei corsi scoperti al secondo semestre». Economia ha iniziato il 15 ottobre e la situazione appare sotto controllo secondo il preside Fabio Mazzola. Infine, a Giurisprudenza, partita 15 ottobre, il preside Antonio Scaglione: «Tutti gli insegnamenti sono coperti e le due settimane di lezioni perdute saranno recuperate dopo Natale».

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