Berlusconi come in un reality, ma il Pd è bacchettone

Il rapporto fra le donne e il potere è sempre stato tormentato e difficile. Senza riandare agli amori di Davide e Betsabea, senza discendere fino a Cesare e Cleopatra, notiamo comunque in tempi moderni un'efficace discrezione. Don Ciccio Crispi era in una situazione di sostanziale bigamia, il re Umberto I manteneva un matrimonio parallelo e tanti altri politici di rilievo tenevano il piede in due staffe, si fa per dire, mescolando civiche virtù e umane debolezze.
Il nostro attuale presidente del Consiglio rompe ambiguità e menzogne di ruolo e dice: amo le donne e non cambio la mia vita, ho bisogno di tanto in tanto di liberarmi dei miei pensieri, degli assilli di governo frequentando gente giovane.
È con queste parole che il capo del governo ha giustificato la sua telefonata alla questura di Milano per favorire una ragazza che aveva l'unico merito di avere partecipato a una festa a Palazzo Chigi.
I moralisti sono già al lavoro, con l'acume acrimonioso che fa parte dello strumentario d'ordinanza, e scavano, progettano, delineano quadri di infiniti squallore e responsabilità.
Siamo chiari, questi squarci di vita vissuta e di verità ministeriale il presidente del Consiglio potrebbe anche risparmiarseli, pure perché suoi predecessori non han menato vanto delle prodezze erotiche pur avendole commesse.
Si fa ma non si dice, e chi l'ha fatto tace, ma evidentemente l'attuale capo del Governo è di una specie canterina che vuol far sentire anche chi è sordo.
L'ipocrisia è un difetto ma è anche una componente armonica della società, la vita politica non ha ancora assunto le caratteristiche dei reality che consentono a tutti di confessarsi annunciando i peccati che nemmeno hanno commesso.
Il premier Berlusconi si comporta come se fosse sull'isola dei famosi, ipotizzando che i suoi avversari siano politici aperti alle dinamiche del mondo moderno e alle loro novità.
Ma gli avversari del Cavaliere all'occorrenza sanno essere bacchettoni e retrogradi addirittura ignari dei traumi che il Pci attraversò per i cambi amorosi dei suoi leader. Tutto passa, resta l'abitudine alla critica non politica. Il Pd ha più volte annunziato che non si sarebbe mai occupato delle vicende personali di Silvio Berlusconi, ma non riesce a stare lontano dalle questioni delle sue presunte amiche. Uomini o caporali? Politici o ricercatori di biancheria intima?
Non crediamo che questo inghippo possa comportare la fine anticipata della legislatura. Riteniamo piuttosto che la polemica attuale riveli le debolezze dell'opposizione e le ingenuità della maggioranza.
È evidente che il Paese debba venire prima delle manchevolezze degli uni e degli altri. Sono in molti a sperare in un nuovo governo, ma allo stato, oggettivamente non esiste una maggioranza che possa prendere il posto di quella attuale.
Siamo alle velleità, ai calcoli confusi ed aleatori, siamo a una maggioranza che spera di poter vincere solo perché il premier ha dichiarato di amare le donne.
Siamo al capolinea per colpa di qualche fanciulla?
Non pare, ma la politica italiana è più astuta o stolta di quanto pensassimo.

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