Palermo, qualcuno salvi le borgate marinare

Ho letto con vero piacere l'articolo recentemente pubblicato sul tema della balneazione a Palermo, tuttavia mi sono anche domandata se, al di là del gusto meramente storico del ricordare ciò che è stato e purtroppo non è più, non vi sia anche e direi finalmente un rinato interesse verso una parte delle coste palermitane che è da tempo abbandonata al degrado per un disegno incoerente e privo di senso, che ha rovinato il mare e il suo entroterra.
Parlo della costa dal lato della via Messina Marine. Eppure, questa parte della città è la prima che si mostra al visitatore che arriva in auto dal continente e possiede una vista sul Monte Pellegrino veramente invidiabile.
Qualcuno pensa che ormai non si possa fare più niente per restituire dignità alle antiche borgate marinare, ma personalmente non sono d'accordo. Certo, non si possono abbattere i mostruosi palazzoni che le deturpano, ma, per prima cosa, bisognerebbe cominciare dalla pulizia dell'arenile e dal rispetto per il mare. Poi risistemare la foce dell'Oreto (come auspicato anche dal vostro giornale), dotandola di adeguato depuratore. Poi curare e
mantenere il cosiddetto giardino a mare, che è stato realizzato lungo la via Messina Marine e poi abbandonato a se stesso, con il solito spreco di danaro pubblico. Ancora mi domando chi mai adopererà la pista ciclabile che è stata realizzata in parte e che dovrebbe arrivare (incredibile ma vero) fino a Mondello e chi, invece, ha usato gli alberelli per accendere i falò
di ferragosto (non pensando che il legno verde non brucia)... Il bene pubblico è il bene di tutti, non, come erroneamente si pensa, il bene di nessuno. Il problema è come sempre un problema educativo e ci vorrebbe una bella campagna per il recupero di questa parte della città, un tempo pulita e ridente.
Giulia Petrucci, Palermo

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