Maira: la finanziaria di Lombardo tra lacrime e sangue

Quella del Lombardo quater sarà una finanziaria lacrime e sangue. Abbiamo già le anticipazioni sui punti strategici della manovra che certifica il fallimento politico della presidenza Lombardo. Tra ritardi ed inefficienze nella spesa comunitaria, ora Lombardo e il suo assessore al Bilancio (Armao) hanno ideato l'ennesima norma che anziché far utilizzare i miliardi di euro del Por 2007-2013, posteggia i fondi alla Bei (Banca europea degli investimenti) per concederli alle imprese ed agli Enti locali sotto forma di mutui e prestiti. Non ci poteva essere miglior modo per fregare chi produce ed attraversa una crisi economica pesantissima e chi, da sindaco, amministra raschiando il barile. Invece di rimodulare i fondi Ue non spesi, Lombardo utilizza l'escamotage delle operazioni finanziarie tramite la Bei. Un altro punto dolens della finanziaria regionale è quello che vincola le assegnazioni della Regione agli Enti Locali con il parametro della compartecipazione al gettito Irpef. In parole povere significa che Lombardo chiede ai sindaci di prevedere obbligatoriamente l'addizionale Irpef, che i Comuni dovranno incassare a spese dei cittadini per poi ritrovarsi briciole nel trasferimento regionale. Quanto al punto della finanziaria che riguarda l'istituzione di un fondo per 150 milioni, a favore dello sviluppo, alimentato con i proventi delle dismissioni delle partecipazioni della Regione in enti e società, va detto che questa rimane una norma manifesto. L'agire del governo Lombardo finora ha disatteso una norma specifica della legge finanziaria in vigore che obbligava ad una destrutturazione delle società partecipate finanche l'abolizione di talune. Basta pensare alla farsa sulla privatizzazione dell'Ast ed appare chiaro come tra il dire e il fare del governo c'è una bella differenza. Sarebbe stato meglio proporre subito una variazione di bilancio per creare un fondo per lo sviluppo, con i tagli sulle spese inutili, invece di prevedere una somma per il 2011 che sarà concreta quando il processo di dismissione si completerà (e non potrebbe bastare un anno). Un'altra riflessione merita la previsione della finanziaria riguardo alle norme per il contenimento della spesa nei Comuni. In pratica si obbligano le amministrazioni locali ad uscire da consorzi, fondazioni e organismi non previsti espressamente da una legge (ad esempio gli Ato idrici e dei rifiuti). Vorrei per un attimo che l'attenzione fosse rivolta alle iniziative consortili che diversi Comuni hanno messo in atto per gestire i beni confiscati alla mafia. Ebbene, con questa norma voluta dal governo Lombardo i Comuni avranno difficoltà, per non dire che dovranno rinunciarvi, a gestire i beni sottratti ai boss. Tale norma appare davvero contorta rispetto agli ostacoli frapposti ai Comuni nell'assegnazione dei beni confiscati, non ultima l'impossibilità per gli stessi Enti di togliere le ipoteche, pagando fior di quattrini, che gravano sui beni appartenuti ai mafiosi. La decisione annunciata dal Governo è davvero pericolosa. Inviterei l'assessore Marino, ex prefetto, a far ragionare chi l'ha concepita ed a imporre un passo indietro su questa norma assurda.
* Capogruppo all’Ars di Popolari per l’Italia di domani

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