Finanziaria pronta per l'Ars tra tagli alle spese e sanatoria

Il documento sta per iniziare il cammino parlamentare. Armao: "Disponibilità effettiva di soli 15 milioni". Lombardo sulle case abusive: "Ce ne sono 30 mila, è un problema da affrontare"

PALERMO. C’è anche la sanatoria per le costruzioni abusive realizzate entro i 150 metri dalla battigia nella Finanziaria che sta per iniziare il cammino parlamentare all’Ars.
Formalmente la manovra approvata dalla giunta prevede la modifica dell’articolo 23 comma 11 della legge numero 37 del 1985: si tratta della prima legge di sanatoria che prevedeva appunto di escludere dal condono le opere realizzate entro i 150 metri dalla battigia. È un limite che risale a una delle prime norme dell’Ars che hanno regolato la materia urbanistica, introdotto con la legge 78 del 1976 all’articolo 15 lettera A. Ma ora questo limite viene esplicitamente cancellato dall’articolo 23 della Finanziaria appena scritta a Palazzo d’Orleans. Ieri sulla norma si è aperto un fitto dibattito fra gli assessori: Armao si è detto contrario. E in serata Lombardo non ha escluso che il testo finale della Finanziaria, ancora da inviare all’Ars, venga modificato e la sanatoria possa dunque sparire: «In ogni caso - ha detto il governatore - l’Ars è sovrana e può decidere se approvarla o meno. Il problema di almeno 30 mila case che nessuno abbatterà mai, comunque, esiste». Il testo, dalla formulazione abbastanza contorta, prevede ovviamente il versamento di oneri concessori aumentati fino al 100% rispetto a quelli in vigore fino a ora. Gli ultimi commi prevedono poi che i Comuni realizzino dei piani particolareggiati di recupero delle coste. Si tratta di una norma molto simile a quella che, nel 2000, fu approvata dal governo ma senza mai superare il passaggio in aula. Anche il nome è lo stesso: «Riordino delle coste e connessi introiti». Segnale che la Regione punta a recuperare fondi in un momento di vacche magrissime, come ha ricordato ieri in commissione Bilancio l’assessore Gaetano Armao. «La disponibilità effettiva di cassa in questo momento - si legge in una relazione dell’assessorato all’Economia - è di 15 milioni a fronte di un fabbisogno di un miliardo e 266 milioni» (ma la spesa è bloccata e dunque il fabbisogno da qui a fine anno scenderà). Una situazione che peggiorerà nel 2011, quando la manovra statale costringerà a un ulteriore taglio di spese per 176 milioni. Armao ha evidenziato che «il non positivo andamento dell’economia provocherà un crollo del gettito fiscale nel 2011 quantificato in 400 milioni. C’è la certezza che altre entrate eccezionali pari a 2 miliardi non si ripeteranno». E l’assessorato prevede che «non si potrà coprire interamente l’ammontare delle spese». Per Armao «bisogna bloccare l’incremento della spesa corrente e serve un piano di rientro dal deficit». Primo punto, «una coraggiosa manovra finanziaria».
Nel testo approvato in giunta si fa ricorso a vari aumenti. Gli articoli da 14 a 24 prevedono l’aumento di concessioni demaniali (da quello idrico a marittimo) e dei canoni di locazione o concessione di beni patrimoniali. In alcuni casi è previsto un raddoppio, in altri - i canoni marittimi in zone turistiche - l’aumento si ferma al 75%. Aumentano anche i canoni di deviazione di acque pubbliche e pertinenze idrauliche. Aumenteranno i diritti per le operazioni nella Motorizzazione. Aumenti significativi (anche 30 euro per ettaro) per i canoni minerari, soprattutto quelli che riguardano le acque minerali (da un minimo di 0,002 a un massimo di 0,005 euro a litro prodotto).
La Regione proverà a incassare anche da altre fonti: i soggetti che, senza titolo valido, utilizzano beni demaniali e del patrimonio immobiliare possono mettersi in regola pagando. Gli assegnatari di alloggi popolari acquistati in proprietà potranno rivendere l’immobile e la Regione incasserà il 20% del valore. Lombardo e Armao provano un braccio di ferro con lo Stato: in assenza dei Fas, la Regione concederà agli enti locali che utilizzano beni confiscati alla mafia di non versare più i canoni di locazione, che saranno compensati con quanto Roma deve a Palermo. Nel testo c’è poi l’intera riforma delle procedure amministrative: tutti i procedimenti dovranno concludersi entro un termine di 30 giorni che in alcuni casi può arrivare a 90. E in caso di ritardo le pubbliche amministrazioni risarciranno il danno. Tutte le attività prima soggette a autorizzazione vengono sostituite dalla Scia, segnalazione certificata di inizio attività. Notevoli i tagli agli enti locali, che riceveranno però in compensazione quote degli incassi fiscali dell’Ire: l’8,25 i Comuni e lo 0,5 le Province. Prevista l’abolizione del difensore civico. I compensi dei vertici delle società partecipate dagli enti locali saranno ridotti del 40%. E i Comuni dovranno vendere le quote, pena il taglio ai finanziamenti. Soppressi i consigli di circoscrizione. Per quanto riguarda il personale regionale, verrà recuperato il rinnovo del contratto 2008-2009 ma gli aumenti saranno limitati al 3,2%. Stop poi a tutti i successivi rinnovi. Le spese per consulenti e studi della Regione sono tagliate del 55% rispetto al budget del 2009.

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