Ars, no trasversale al federalismo fiscale

L'assemblea regionale si oppone al decreto varato dal Consiglio dei ministri. "L'esecutivo si impegni a vigilare affinchè non siano lesi i diritti dello Statuto e dell'Autonomia"

PALERMO. Già contestato dal governo regionale, ora il decreto sul federalismo fiscale varato dal Consiglio dei ministri fa i conti pure con gli strali di tutta l'Ars. Ieri all'unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primi firmatari Francesco Musotto e Antonello Cracolici, rispettivamente capogruppo Mpa e Pd) che impegna l'esecutivo guidato da Lombardo «a vigilare affinché l'attuazione del federalismo fiscale non leda i diritti dello Statuto e dell'Autonomia». Poi si chiede di «impedire che gli oneri che la Regione andrà ad acquisire in conseguenza del trasferimento delle funzioni non siano accompagnati dalla previsione di un ammontare di risorse sufficiente».
Il documento è stato sottoscritto dopo un dibattito successivo a un intervento in aula dell'assessore all'Economia, Gaetano Armao, il quale aveva ribadito le perplessità già manifestate nei giorni scorsi: «Siamo per un federalismo equo e solidale, e non per un modello che penalizzi il Sud. Una ricerca dimostra chiaramente la fondatezza delle intuizioni che hanno guidato l'azione del governo, Palermo e Catania sarebbero le città più penalizzate». Cracolici ha attaccato Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo: «Dov'erano quando il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto su federalismo fiscale?». Replicano Innocenzo Leontini e Fabio Mancuso (Pdl): «Dov'era il ministro Alfano? Era impegnato a difendere la Sicilia, combattendo la mafia».
La versione integrale dell’articolo sul Giornale di Sicilia oggi in edicola (22 ottobre 2010)

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