Sara, nuova ipotesi: Michele dormiva all'ora dell'omicidio

Lo zio della ragazza uccisa: "A casa non contavo nulla, mi alzavo la notte per lavare i piatti". Il suo avvocato: succube della figlia Sabrina

TARANTO. Spunta una nuova ipotesi  investigativa nel delitto di Sara Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana: all'ora dell'omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L'ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al  momento conferme negli atti dell'inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in  corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane  dell'uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli  inquirenti.     
Michele Misseri tra le mura domestiche "non contava nulla",  anzi veniva 'utilizzato' dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell'omicidio di Sara. Misseri lo ha raccontato al suo legale e lo ha detto anche nel corso degli  interrogatori ai quali è stato sottoposto a partire dal 6 ottobre. "Dormivo su una sdraio, mi alzavo presto di notte per lavare i piatti che loro avevano usato, io mangiavo con le mani":  questo ha detto anche Michele Misseri per far intendere agli inquirenti lo scenario familiare nel quale viveva. Dunque, il  'mostro', lo zio 'orco' che ha strangolato Sara, sarebbe la stessa persona che veniva quotidianamente messa in un angolo dai suoi stessi congiunti, madre e figlia? Per l'avvocato Daniele Galoppa, suo difensore, era una situazione che Misseri  "accettava" più che subirla. Anzi, "accettava qualsiasi  cosa". Misseri che, a detta ancora del suo legale, avrebbe sempre avuto "un trascinamento" per la figlia Sabrina, la cui personalità "ha sempre prevalso" su di lui.     
E' uno scenario familiare singolare quello che si ritrovano a costruire gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni di  Misseri. Fra le donne della famiglia - mamma Cosima, le figlie  Sabrina e Valentina, anche se quest'ultima vive e lavora a Roma  con il marito - ci sarebbe un legame molto forte, fanno intendere gli inquirenti, e questo avrebbe portato quasi a  mettere in minoranza il capofamiglia sulle scelte gestionali di  casa. Donne unite anche da un carattere comune molto deciso.     
La stessa Sabrina lo starebbe dimostrando in questi giorni di  detenzione nel carcere di Taranto. La ventiduenne cugina di  Sara, gravemente indiziata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, è tenuta sotto stretta vigilanza in cella, da sola, 24 ore su 24 ed è sotto controllo di psicologi. A quanto si è appreso, legge vecchie riviste femminili, ma ogni  tanto darebbe sfogo al suo desiderio di libertà affacciandosi al finestrino e gridando attraverso le sbarre 'Sono innocente, aiutatemi'. Una Sabrina molto diversa da quella descritta dai  suoi amici, che la ricordano come una persona 'allegra, solare, 'caciaronà, autoironicà e persino un po 'imbranata'.  E allora: Cosima, Sabrina e Valentina decidevano davvero  tutto in casa, sovrastando e annullando le volontà di Michele Misseri, o lo zio omicida ha parlato di una famiglia che in  realtà non esiste?

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