Ars, partiti pieni di debiti

Scoppia il caso dei gruppi parlamentari, in rosso per una cifra che si avvicinerebbe ai due milioni. Sul banco degli imputati la stabilizzazione dei dipendenti, ormai arrivati a quota 48

PALERMO. Indebitati fino al collo e stracarichi di dipendenti arruolati in ogni modo possibile. Scoppia il caso dei gruppi parlamentari dell’Ars, in rosso per una cifra che si avvicinerebbe ai due milioni.
Storia di gestioni allegre e mancati versamenti all’Inps e al Fisco per i dipendenti stabilizzati nel corso delle ultime legislature e arrivati ormai a quota 78: quasi uno per ogni deputato. Personale che si aggiunge a quello di ruolo negli uffici dell’Ars.
Il boom di assunzioni degli ultimi anni ha inceppato il sistema. E ci sono anche i contrattisti che sperano di passare al posto fisso. Da giugno il Consiglio di presidenza ha sul tavolo una delibera, spiega il presidente Francesco Cascio “che prevede contributi per la copertura dei debiti collegati a un piano di rientro e allo stop alle assunzioni. Io comincerei con il non rinnovare i contratti a termine che oggi sono una ventina”.
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