Sicilia, Economia

Trattoristi precari, caos sulla stabilizzazione

L'Ente sviluppo agricolo avvia le procedure per un contratto a tempo indeterminato, ma la Regione frena. Giovedì vertice fra governo e sindacati

PALERMO. Una delibera dell’Ente sviluppo agricolo avvia la stabilizzazione a tempo indeterminato dei 520 trattoristi. La Regione frena, considerandola prematura rispetto alle tabelle di marcia sull’inquadramento delle varie categorie di precari. Ma intanto il caso dei contrattisti è esploso perchè il blocco della spesa regionale ha provocato lo stop ai finanziamenti e anche le normali 189 giornate non potranno essere prolungate, come invece promesso a maggio, fino a 210. Anzi, i trattoristi sono anche stati sospesi per mancanza di fondi con cui pagarli.
Roberto Materia, presidente dell’Esa e uomo vicino al Pdl ufficiale (area ex An), ha varato una decina di giorni fa la delibera che «avvia la procedura per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato». Il provvedimento è stato inviato nei giorni scorsi all’assessorato all’Agricoltura che deve dare la ratifica e la copertura finanziaria.
Materia ha spiegato nelle premesse della delibera che i trattoristi vengono in realtà ormai impiegati non nei campi ma «in tutto il territorio siciliano, chiamati dai Comuni per interventi urgenti di ripristino della viabilità rurale».
Lo stesso presidente ha ricordato che «l’Esa ha i bilanci in pareggio» contestando le cifre diffuse nei giorni scorsi dall’assessorato all’Economia che ha indicato un deficit di circa 100 milioni inserendo l’ente fra quelli destinati allo scioglimento o all’accorpamento. Inoltre, ha aggiunto Materia, «nell’ultima Finanziaria l’Ars e il governo hanno stanziato oltre agli abituali 11,6 milioni un altro milione e 100 mila euro destinato al prolungamento delle giornate lavorative, che dovevano passare da 189 a 210. Con questo budget si può già procedere alla stabilizzazione».
Il problema è che nel frattempo è scattato il blocco della spesa e il milione e 100 mila euro in più non sono mai arrivati: Materia ha dunque sospeso i dipendenti in via cautelare. Anche pèrche se invece scattasse il licenziamento, non potrebbe poi arrivare il prolungamento neppure se la Regione riaprisse i cordoni della spesa: «Per legge - ha illustrato il presidente dell’Esa - se li riassumiamo nello stesso anno dopo un licenziamento, i dipendenti possono poi avere diritto alla stabilizzazione».
Il caso sarà affrontato giovedì in una riunione fra tutti i sindacati, i vertici dell’Esa e il neo assessore all’Agricoltura, Elio D’Antrassi: «C’è la disponibilità a trovare una soluzione per far completare le giornate lavorative - ha detto l’assessore - mentre mi sembra azzardato prevedere adesso un percorso di stabilizzazione».
In questo momento la Regione è impegnata nella stabilizzazione dei 4.900 contrattisti in servizio negli uffici degli assessorati. E all’Ars continuano a spuntare disegni di legge che prevedono di allargare la stabilizzazione a varie altre categorie: l’ultimo è stato illustrato la settimana scorsa in commissione Bilancio all’Ars, e riguarda i 480 ex corsisti del Ciapi più altre sigle minori. Il rischio è che quindi si aprano contemporaneamente varie vertenze, compreso quella - sempre latente - dei 22.500 precari degli enti locali a cui è stato prolungato il contratto per un anno.
Materia ha ricordato però che «al momento di varare la Finanziaria c’è stato un accordo col vecchio assessore Bufardeci che prevedeva proprio la stabilizzazione dei precari e la valorizzazione del nuovo ruolo che l’Esa sta ormai svolgendo da anni».

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