La crociata contro i fannulloni

La crociata contro i fannulloni. Dovrebbe essere questo il primo impegno dell’amministrazione comunale di Palermo. Stanare finalmente gli imboscati che riscaldano la loro poltrona in ufficio (le volte che ci vanno). Prendono lo stipendio per non fare nulla. La busta paga è un diritto. Il servizio al cittadino solo un optional: può essere fornito o negato. Dipende dalle giornate, dall’umore, dagli impegni privati degli impiegati. Perché non è possibile che in città qualunque iniziativa si fermi dinanzi al più impenetrabile dei muri, ossia l’assenza di personale. Un alibi buono per ogni occasione. Un autentico pret-a-porter del fannullonismo: dagli asili di Borgo Nuovo fino ai sottopassi della circonvallazione. Le opere vengono abbandonate ai vandali e alle occupazioni abusive perché manca sempre il personale per farli sorvegliare.
Eppure ieri a «Ditelo a Rgs» dono emerse alcune importanti precisazioni. Il tema della scarsa efficienza della macchina pubblica è stato posto da Nadia Spallitta, consigliere comunale di opposizione (Un’altra storia), che ha chiesto forti riorganizzazioni per utilizzare bene i dipendenti pubblici, anche discutendone con il sindacato. E che dire delle parole del direttore generale del Comune, Gaetano Lo Cicero?
Ha fatto un confronto con Genova che ha circa gli stessi abitanti di Palermo (circa 700 mila persone) e una pianta organica non dissimile: seimila dipendenti comunali nella città della Lanterna, 7.500 all'ombra di Monte Pellegrino. Solo che 2.500 hanno contratti part-time e quindi le differenze di personale fra i due capoluoghi si annullano. Lo Cicero ha dovuto riconoscere che gli impiegati di Genova, così ha detto, «garantiscono rispetto a Palermo un maggior numero di servizi». Ossia, diciamo noi, lavorano di più e meglio. Alla buon’ora. Finalmente comincia a esserci un po’ di condivisione sulla più importante delle riforme, sulla quale il Giornale di Sicilia sollecita da tempo l’attenzione di tutti: la produttività del personale come premessa per l’efficienza della burocrazia statale.
Il dibattito in trasmissione prendeva spunto proprio dalla penosa situazione dei dieci sottopassi per l’attraversamento pedonale della circonvallazione la cui soluzione il Giornale di Sicilia sollecita da 286 giorni. Un passo avanti. La questione finalmente entra all’ordine del giorno. Meglio tardi che mai. Ma siamo al «dire». Aspettiamo il «fare».

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