Faida nell’Ennese, cinque arresti

Il blitz è legato all’omicidio, alla fine degli anni ’90, di Giuseppe Mililli, uno dei boss emergenti, il cui corpo fu cremato dagli assassini. Coinvolti anche due collaboratori di giustizia

CALTANISSETTA. L'aver rilevato un impianto di produzione di calcestruzzo nella zona del Dittaino, a Enna, in aperta concorrenza con un altro affiliato dello stesso clan della zona, avrebbe fatto esplodere una faida dentro Cosa nostra nell'Ennese, tra il '95 e il '98, e portato all'uccisione di Giuseppe Mililli, uno dei boss emergenti, il cui corpo fu cremato dagli assassini, in un fusto pieno di gasolio, per occultare l'omicidio.
A distanza di 12 anni, la squadra mobile di Caltanissetta e quella di Enna hanno identificato i presunti autori del delitto. Sono Gesualdo La Rocca, 49 anni, di San Michele di Ganzaria, ritenuto il mandante, e i presunti killer: Salvatore Siciliano, 46 anni, di Mazzarino; Massimo Carmelo Billizzi, 35 anni, di Gela; Francesco Ghianda, 50 anni, di Mazzarino; Sebastiano Montalto, 41 anni, di Niscemi, tutti in stato di detenzione per altri reati, con il solo Montalto ai domiciliari.
Ai cinque la polizia ha notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Catania, Grazia Anna Caserta, su richiesta del procuratore capo della Repubblica Vincenzo D'Agata e del pm Fabio Scavone. Per tutti l'accusa è di omicidio aggravato. Avrebbero agito con altri due complici (Fortunato Ferracane e Antonino Pitrolo), oggi collaboratori di giustizia, nonché con il boss Davide Emmanuello, deceduto.

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